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AMI DOCUMENTO APPROVATO DALL'ASSEMBLEA NAZIONALE PRECONGRESSUALE GENOVA 9 11 DICEMBRE

Genova, 11 dicembre 2011
I Mazziniani italiani, riuniti a Genova in assemblea nazionale a conclusione delle manifestazioni per il centocinquantenario dell’Unità d’Italia e per il centottantesimo della Giovine Italia,
salutano la città natale di Giuseppe Mazzini, centro propulsore della democrazia risorgimentale e poi medaglia d’oro della Resistenza;
sottolineano come, nel corso dell’anno celebrativo, i valori del mazzinianesimo, rappresentati nella triplice idea di Nazione, Europa ed Umanità, abbiano costituito il più valido ed attuale punto di riferimento;
invocano un Terzo Risorgimento per portare a compimento gli obiettivi del Primo e del Secondo non ancora conseguiti, al fine di colmare il divario tra Nord e Sud; di ricondurre i rapporti tra Stato e  Chiesa al principio di laicità; di riportare in Europa facendole recuperare i ritardi sul piano dei diritti civili e sul piano della capacità di generare e ridistribuire ricchezza da parte del sistema economico;
si rallegrano per il crescente richiamo all’esperienza della Repubblica  romana del 1849 ed alla sua Costituzione, i cui principi fondamentali hanno ispirato la carta costituzionale nata dal referendum istituzionale del 1946:
invitano gli italiani a fare tesoro della riappropriata consapevolezza storica della coesione nazionale quale unica base per la partecipazione del nostro popolo alla comune vita europea e mondiale;
sono pronti a sostenere gli sforzi del Paese per uscire dalla crisi economica e politica che attraversa, purchè si ponga mano ad interventi a carattere strutturale e contingente, a cominciare dalla riforma della legge elettorale e dall’equità dei sacrifici che si devono accompagnare ad investimenti sulla ricerca e l’ innovazione per la crescita;
richiamano l’esigenza che la classe politica dia l’esempio nel disboscamento dei privilegi retributivi, fiscali e previdenziali il cui costo è oggi insopportabile per il Paese, ferma restando la necessità di garantire risorse pubbliche all’esercizio dell’attività politica che devono poter svolgere liberamente e democraticamente;
chiedono a gran voce che l’Italia torni ad essere protagonista in Europa, affermando gli ideali mazziniani della federazione politica come unica strada per assicurare stabilità all’unione monetaria, anche favorendo un processo di integrazione più veloce ed approfondito soltanto per alcuni Stati membri;
pongono con forza l’esigenza di ripensare al rapporto tra le generazioni e tra le categorie professionali, per un nuovo Patto nazionale in cui la solidarietà si esplichi innanzi tutto sul piano etico ed educativo, non solo nella scuola, ma anche nel mondo del lavoro;
sostengono i processi di democratizzazione che si sono aperti nel mondo islamico – ma che si delineano anche nei Paesi ancora sottoposti a o da poco usciti dalle dittature comuniste – richiamando l’Italia alla funzione di promozione della fratellanza universale dei popoli che si rifà all’ideale mazziniano della Roma del Popolo;
plaudono alla ristrutturazione della Domus Mazziniana di Pisa e ne auspicano l’immediato ripristino degli organi statutari in vista di un adeguamento anche sotto il profilo normativo;
lanciano la campagna per la raccolta delle firme necessarie per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare affinchè l’Inno di Mameli sia inserito nell’art. 12 della Costituzione come inno nazionale, accanto alla bandiera tricolore;
si impegnano a promuovere, d’intesa con le competenti autorità amministrative e religiose, la collocazione nella Basilica di Santa Croce in Firenze del ricordo di Giuseppe Mazzini, in segno di continuità con la valorizzazione foscoliana  di quel tempio;
individuano nelle scuole e nelle università il luogo imprescindibile per la trasmissione dei valori risorgimentali ed auspicano una legge per una cattedra di Storia del Risorgimento in ogni istituto ed ateneo, impegnandosi a promuovere la formazione degli insegnanti e a celebrare ogni anno, il 10 novembre, la Giornata mazziniana della Scuola;
auspicano una ricomposizione del sistema politico, in cui le culture politiche siano punti di riferimento, i partiti politici siano organizzati per la selezione della classe politica, le istituzioni  siano intese mazzinianamente come “passioni” da parte di tutti i cittadini;
riaffermano la necessità del nesso morale e politica, tra libertà e giustizia, tra diritti e doveri perché l’Italia, l’Europa e l’Umanità siano “una Patria di tutti, una Patria per tutti”.

L’Assemblea,  nel far proprie  le annesse conclusioni delle commissioni tematiche che hanno lavorato su: 1) Istituzioni e cittadini; 2) Laicità; 3) Economia e sviluppo; 4) Europa politica e globalizzazione della democrazia, le trasmette a tutte le sezioni, incaricando le commissioni stesse di approfondirle in vista del congresso del prossimo anno, al fine di promuovere sul piano dei contenuti l’attualità del pensiero ed azione di Giuseppe Mazzini.