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SPESE MILITARI: Italia quinta potenza del mondo ? da noi generali pari a due terzi di quelli USA

Un interessante inchiesta di Repubblica , quando si parla riduzione di spese militari si immaginano le missioni militari, l' ammodernamento dellì aviazione , la marina che presidia le nostre coste... indicare queste spese prima di massacrare la scuola e la ricerca , sconvolgere la vita dei pensionandi provoca contrasti e dissapori

ma se non ci saranno smentite quello che dice Repubblica mostra una ben diversa situazione ,la materia è complessa , la stessa inchesta sembra contraddirsi indicando in una parte l'alta incidenza delle spese militari e in un altra la riduzione delle risorse per le forze armate , ma forse la spiegazione è nel primo brano che riproduciamo , lo stanziamento per il minstero della difesa è relativamente basso ( 14 miliardi e come si può leggere spesi anche male) , ma secondo una logica tutta italiana  le spese ricollegabili alla difesa nelle varie pieghe del bilancio raddoppiano la cifra

Riproduciamo qualche brano saliente ma invitiamo alla lettura completa  delle varie parti dell' inchiesta

Ventisette miliardi è la somma indicata dal rapporto annuale del Sipri, un istituto internazionale indipendente che ha sede a Stoccolma...il ministero guidato da Ignazio La Russa ha infatti una dotazione di 14,5 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti i 5,7 miliardi della funzione sicurezza garantita dai carabinieri e gli 1,5 miliardi delle missioni all’estero rifinanziate di sei mesi in sei mesi. Disseminate poi in mille altri capitoli ci sono le voci riconducibili alle spese militari ma che rientrano negli investimenti per la produzioni di armi, mezzi e sofisticati congegni tecnologici a scopi bellici. Il solo ministero dello Sviluppo economico ha una quota di 3,5 miliardi per questa finalità, ma nel settore della ricerca risorse ci sono fondi destinati a fini collaterali anche nei capitoli del Miur. Allora, la domanda è: in che modo vengono utilizzati i fondi?.... L’Italia è l’ottavo paese al mondo per spese militari, addirittura il quinto se si analizzano le uscite pro-capite, cioè divise per il numero di abitanti

In Italia abbiamo seicento fra generali e ammiragli: gli Stati Uniti, che pure vantano un apparato militare da un milione 400mila uomini, hanno appena 900 figure di questo tipo. Quanto risponde questa struttura a esigenze strategiche e logiche di bilancio?

Fra gli ufficiali di rango elevato il turn-over è praticamente inesistente, con una progressione di carriera garantita dall’anzianità più che dal merito e con benefit inattaccabili: come gli alloggi riservati, fino a 600 metri quadrati di superficie, per 44 fra generali e ammiragli che possono beneficiare di servizio all-inclusive, comprensivo di battitura di tappeti e lucidatura dell’argenteria. Lo Stato, in pratica, paga pure la colf. Spesa: tre milioni e mezzo l’anno

Con il paradosso illustrato da Paolicelli e Vignarca: ci sono 180 autoblindo Lince (i veicoli più utilizzati nelle missioni all’estero) fermi in officina ma sono partiti ordinativi per altri 1.150 mezzi. Fra mille difficoltà quotidiane, alle forze armate viene però chiesto di garantire servizi “civili” cari ai politici: in dieci anni il governo ha maturato debiti per 250 milioni di euro solo nel capitolo voli di Stato. E’ pesante, sul piano finanziario, la gestione di 30 mezzi aerei a disposizione di ministri e sottosegretari per ogni capriccio, fra cui un "indispensabile" spostamento da Linate a Malpensa fatto con un jet proveniente da Roma. Fra gli ultimi acquisti della flotta, i super-elicotteri Av 139 da 49,8 milioni di euro, prodotti dall’Agusta-Vestland (gruppo Finmeccanica) e allestiti con ogni genere di comfort. D’altronde, l’industria militare non conosce crisi.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/11/10/news/spre...

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http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/11/10/news/stel...

 

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/11/10/news/stel...

 

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/11/10/news/stel...

EDERA ROSSA spese militari e cooperazione internazionale

sarebbe anche interessante sapere il numero di ammiragli rispetto al numero di incrociatori od altre navi di almeno pari stazza.
L'esercito è uno di quei temi che a toccarli ci si sente rivolgere le peggiori accuse. Ma i repubblicani hanno tutte le carte in regola , in fatto di patriottismo, da poter chiedere che sia fatta piena luce sui criteri di spesa di questo ministero. Anche il tema delle presenze all'estero dei nostri soldati andrebbe affrontato con un taglio meno retorico e più consono alla realtà della nostra economia. Che senso ha essere tra i primi paesi come presenza militari all'estero , tirando fuori il , non di rado, pur vero problema dell'aiuto agli altri paesi , quando dal punto di vista degli aiuti economici siamo quanto mai reticenti anche solo a rispettare gli impegni presi nelle sedi internazionali. Possibile che il nostro senso umanitario si estrinsechi solo nell'invio di militari e sparisca quando si tratti di inviare aiuti di altro genere? Non è semmai vero che dietro l'invio di truppe vi è una idea di prestigio nazionale che sarebbe evidenziato più dallo sventolar di tricolore in armi che da aiuti alimentari, medico-sanitari od altro?

EDERA ROSSA