Uno storico anniversario...
Il 1° febbraio del 1945 il secondo governo Bonomi varava il decreto legislativo n. 23, che finalmente sanava una tara riconoscendo anche ai cittadini di sesso femminile il diritto di voto: proposte di concedere il voto alle donne fiorirono già nel primo dopoguerra, e persino il fascismo sansepolcrista nel 1919 era favorevole, ma ci volle un quarto di secolo per giungervi.
Oggi la cosiddetta parità di genere pare ancora di là da venire, basti considerare la scarsa rappresentatività femminile in Parlamento e nelle altre assemblee istituzionali, dai consigli municipali a quelli regionali, con partiti e schieramenti non di rado colpevoli di vere e proprie violazioni della normativa vigente sulle pari opportunità - che prevede appunto una quota minima di presenze femminili nei vari consessi elettivi -, buon ultimo il caso della giunta Alemanno che per evitare di incorrere nelle relative sanzioni ha adottato un puro escamotage tecnico; che la doverosa opera di memoria (ci) serva di lezione come ulteriore sprone in tal senso, adeguando la composizione delle assemblee elettive al ruolo sempre più attivo delle donne nella cosiddetta società civile.
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