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NASCE UN COMITATO DELLA SINISTRA REPUBBLICANA

L’ incontro svoltosi il 21 maggio a Parma fra  repubblicani che hanno rifiutato qualsiasi compromesso con l' attuale maggioranza di governo e provenienti da Piemonte, Lombardia,Veneto, Emilia Romagna, Sicilia e Lazio con  adesioni  da Marche ed Umbria -come previsto - ha avuto un seguito organizzativo , che si è tenuto ieri 2 settembre a Bologna .

Si è confermata la decisone  di dare vita ad un’Associazione che raccolga singoli cittadini che si riconoscano senza riserve, se non quella di una critica costruttiva, nella coalizione di centro sinistra e che facciano riferimento alla cultura politica repubblicana, azionista, mazziniana e laico progressista, indipendentemente dalla loro adesione o meno a Partiti o Associazioni già esistenti.

L’Associazione che si intende promuovere si porrà  come principale finalità quella di incrementare il contributo di idee e di partecipazione personale di ispirazione repubblicana, azionista, mazziniana e laico progressista, allo sviluppo politico e civile del centro sinistra e alle sue prospettive di guida del Paese. I principali punti ideali e propositivi sono delineati nel documento allegato

Al momento si è deciso di costituire un comitato che promuova la costituzione dell’ associazione vera e propria, in modo da non realizzare   posizioni precostituite prima che si sia terminata una prima fase di ampliamento delle adesioni

Il Comitato agirà promuovendo incontri, dibattiti, strumenti di discussione e di diffusione di idee, per proprio conto e in collaborazione con sodalizi di analoga ispirazione, nonché con Partiti Politici e con le libere forme associative orientate al centro sinistra.

Il Comitato in ogni occasione elettorale appoggerà, coerentemente con la propria ispirazione politico culturale, partiti e singoli esponenti del centro sinistra, con esclusione di una propria diretta partecipazione, parteciperà invece anche direttamente alle iniziative di democrazia diretta interne al centro sinistra o interne ad aggregazioni interpartitiche di centro sinistra, come in occasione di elezioni primarie.

Il comitato di norma si articola in gruppi territoriali o tematici in rete.

Sarà costituito un  gruppo di coordinamento per la promozione delle attività , da sottoporre periodicamente alla assemblea degli iscritti che potrà deliberare anche in via informatica .

Entro breve sarà deciso definitivamente il nome e il logo della futura associazione

Il Comitato si scioglierà non appena costituita l’ Associazione da esso promossa.

Pubblichiamo qui di sotto come commenti , il documento programmatico

in due sezioni 

OVVIAMENTE TUTTI GLI AMICI CHE CONDIVIDENDO LE LINEE DEL DOCUMENTO , SONO INTERESSATI  A PARTECIPARE ALL' INIZIATIVA , OPPURE VOGLIONO INVIARE COMMENTI E SVILUPAPRE UN CIVILE DIBATTITO ANCHE NEL DISSENSO, POSSONO INVIARICI UNA MAIL ALL' INDIRiZZO DEL SITO info@novefebbraio.it

 

una riflessione sulla diaspora repubblicana

 

Un sereno confronto con alcuni amici di facebook sulla diaspora repubblicana e i tentativi di ricomposizione

 

 

Ringraziamo li amici del forum di discussione di Facebook “ I repubblicani al centro del cambiamento “ promosso principalmente da esponenti della minoranza interna al PRI che sostiene l’on Giorgio La Malfa , per aver ospitato il nostro comunicato “Nasce un comitato della sinistra repubblicana “ .

Il nostro comunicato è stato commentato , con poche eccezioni, con molto rispetto anche da chi , in maggioranza , non ne condivideva l’ impostazione , ottenendo pure apprezzamenti almeno parziali .

Le contestazioni più frequenti , come prevedibile , si sono appuntate sulla decisione di sviluppare un’ iniziativa dichiaratamente fuori dal PRI. Si va dalla affermazione che gli unici repubblicani sono quelli iscritti al PRI, alla necessità che le discussioni si facciano in famiglia, che se c'è qualcuno della tua scuola di pensiero che ha posizioni che giudichi intollerabili non ti devi separare, ma magari rimanere in minoranza con la prospettiva , un giorno, non si sa mai, di diventare maggioranza .

Ovviamente nulla da dire sulla legittimità di questa opinione , ma vorremmo spiegare il perché di un opinione contraria .

Mi vorrei rivolgere ( a titolo personale non tutto quello che esporrò è stato oggetto di dibattito nel nostro gruppo) a quegli amici che accettano un confronto anche complesso su idee, proposte e accenti ricollegabili alla nostra comune tradizione , per gli altri , coloro che hanno come punto di riferimento concetti quali “poche chiacchiere , o si sta dentro il PRI o si sta fuori dal repubblicanesimo”, nel rispetto della loro opinione , consiglio di non proseguire nella lettura di questa mia noiosa riflessione, rischiano solo una perdita di tempo.

 

La perplessità sulla opportunità di una ricomposizione della diaspora “a prescindere”non è legata semplicemente al momento politico, certo la presenza di un personaggio come Berlusconi non permette neutralità: non esiste un solo partito che al proprio interno abbia un’ ala favorevole ed una contraria all’ attuale maggioranza , ad iniziare dal PPI nel 94 95 alle ultime vicende di FLI, gli amici che hanno propugnato la riunificazione di PRI, MRE, RD oggi vedono cosa significa provare a chiudere un congresso senza esprimere un giudizio sul governo in carica . Un personaggio di calibro e levatura come Savoldi deve sottolineare come il gruppo dirigente del PRI non riesca più ad esprimere un percorso

 

Ma, come dicevo, non si tratta solo di schieramenti , in questi 20 anni chi è stato politicamente attivo, anche senza alcuna carica né partitica né istituzionale , ma anche semplicemente schierandosi e discutendo , ha evoluto particolari valori, parole chiave del patrimonio repubblicano ,, abbandonandone altre ,

 

Il PRI è sempre stato un partito di frontiera, molto puntato sui contenuti, ma in realtà già dai bei tempi la differente gerarchia che ciascuno dava alla panoplia di valori che rappresentava il patrimonio repubblicano influenzavano le preferenze fra gli schieramenti


Atlantismo, critiche al pansindacalismo, riduzione della spesa pubblica, rapporto con la dc ,

europeismo, concertazione economica, qualificazione della PA e lotta all' evasione, diritti civili e laicismo, solidarietà alla magistratura

 

Sono due gruppi di sensibilità che anche prima della spaccatura bipolare portavano a differenziazioni interne molto maggiori di quelle tra mazziniani, cattaneiani, azionisti, liberali di sinistra... Specie nel tema che provocava contrapposizioni allora e resta ancora difficilmente digeribile adesso: il rapporto con il PCI, ( e con quello che per molti è il suo indistinguibile erede il PD) l' interpretazione di essere l' altra sinistra, c'è chi legge il rapporto con il partitone sopratutto in termini di scontro specie sul  primo gruppo di contenuti e chi nell' opera di creazione di una sinistra europea , accontentandosi anche di risultati parziali .

 

 

 

 

Come dicevamo 20 anni di diaspora ha portato a differenziazioni anche dal punto di vista culturale , pur discendendo ciascuno d una parte del nostro patrimonio culturale , ciascuno ha compiuto il necessario aggiornamento secondo un particolare percorso.

Proprio per questo personalmente (ma alcuni miei amici la pensano diversamente) non nega la qualifica di repubblicani anche a coloro che hanno una posizione molto diversa dalla mia .

 

Dicevamo una diversificazione di valori e parole chiave che va al di là dalla collocazione nell’ attuale bipolarismo . Non c'è dubbio che molti amici aderenti o simpatizzanti del PRI contestino l' attuale maggioranza , con toni e accenti non distinguibili ad esempio da chi sta dando vita alla associazione di cui parla in comunicato con cui abbiamo iniziato a parlare. E con questi amici auspichiamo un confronto positivo e profondo.

 

Mi piacerebbe conoscere l'opinione di questi amici nei confronti non solo della parte più folkloristica del berlusconismo (il bunga bunga, le isterie anticomuniste e anti giudici e le molto più concrete leggi ad personam ), ma anche punti programmatici dell’ azione del governo di centro destra . Proviamo ad elencare

 

-         Il disconoscimento  del sistema costituzionale di controlli e contrappesi per esaltare solo l’ investitura popolare della maggioranza

-         L’ abbandono di una politica per i rafforzamento delle competenze europee sostituita dalla continua rivendicazione di una “colpa” europea per i problemi che hanno investito il paese 

-        L' incentivazione dei sentimenti di paura e diffidenza nei confronti di categorie di persone  

-         La politica dei condoni e lo svilimento dei controlli sull’ economia.

-         L’ abbandono dell’ obbiettivo della qualificazione della spesa e dell’ apparato pubblico a favore di uno smantellamento indiscriminato ( Tagli lineari e provvedimenti punitivi erga omnes)

-         L’ abbandono della dialogo sociale a favore della spaccatura fra i sindacati e la preferenza per la contrattazione aziendale

 

 L' accentuazione della contrapposizione fra componenti dei ceti più deboli ( Lavoratori garantiti vs precari, pensionandi contro giovani lavoratori, dipendenti pubblici e privati) ignorando quella fra contribuenti e evasori, tra possessori di patrimoni e fruitori del welfare, tra contraenti forti e deboli , fra componenti di corporazioni del lavoro autonomo e giovani accedenti a quel mercato del lavoro, titolari di appalti e realizzazioni pubbliche e utenti di quelle realizzazioni , contribuenti che le pagano.

 

 

Chiariamo ci sono, ad esempio, amici promotori del forum “repubblicani al centro del cambiamento” che su questi punti hanno un a posizione molto netta e positiva , di gran lunga migliore di certe ambiguità che pure attraversano il centro sinistra e il PD in particolare.

 

Sulla base di questo lungo e noioso escursus sulle possibili e differenti evoluzioni di alcuni valori e concetti chiave del repubblicanesimo ho provato a costruire una classificazione della diaspora completamente avulsa dal problema dello schieramento elettorale e dalla adesione a questo o quel partito. E' una classificazione puramente personale , senza alcuna pretesa di scientificità, solo un invito al ragionamento

Le 4 categorie che seguono fanno riferimento a posizionamenti politico culturali di persone che ricollegano la propria posizione al pensiero repubblicano da Mazzini a Ugo La Malfa

 

 

ANTICOMUNISTI il perno del loro impegno è la contrapposizione a tutto ciò che è ricollegabile al vecchio PCI, hanno vissuto un esaltante fedeltà atlantica ai tempi di Bush, qualcuno di loro è imbarazzato dalla svolta di Obama, condividono le campagne contro tutto ciò che è pubblico, la riduzione delle tasse è una priorità, definiscono assistenzialismo gran parte del welfare, credono nella mano invisibile del mercato, temono gli eccessi della magistratura, vedono di malocchio il “politically corretected” anche verso molte minoranze

 

CENTRISTI danno molta importanza alla correttezza istituzionale , liberisti senza eccessi, sono per una riduzione del peso del welfare e della spesa pubblica , ma difendono i livelli essenziali, in particolare per l' istruzione, atlantisti , guardano con simpatia l' europeismo, con una particolare esaltazione dell' ELDR, non sempre conosciuto a fondo.

 

LIBERAL Blairiani ,puntano molto ad una “modernizzazione”, intesa come recepimento di molte istanze dei liberisti in un ottica di tutela dei ceti più disagiati, anche a detrimento dei così detti protetti, degli appartenenti cioè a ceti popolari che hanno ottenuto un miglioramento sociale grazie alle legislazioni di welfare degli anni 60 e 70. Europeisti convinti guardano positivamente a tute le collaborazioni fra liberalesimo e socialismo moderato.

 

SOCIALI molto legati all' impegno di emancipazione dei ceti popolari del mazzinianesimo, repubblicanesimo, azionismo, non vedono di buon occhio commistioni con il liberalesimo e considerano il liberismo e il clericalismo i meggiori avversari, ovviamente dopo tutte le ideologie antidemocratiche. Credono nella qualificazione della spesa e dell'intervento pubblico tramite la riconversione degli sprechi , più che nel taglio . Pur rifiutando decisamente la lotta di classe , sono convinti che l' allargamento della forbice sociale sia un elemento negativo per ogni società. E che in una economia sociale di mercato , sia necessario tutelare i contraenti più deboli in molti rapporti privati Sognano un Europa federale in amichevole competizione con gli USA appoggiano decisamente le coalizioni progressiste dei paesi democratici e i movimenti a difesa dei diritti civili in quelli autoritari.

 

Come dicevamo è una suddivisione sicuramente incompleta e totalmente dipendente da impostazioni personali , ma se la si considera globalmente realistica non c'è chi non veda come la ricomposizione di una diaspora così articolata sia fuori da ogni concretezza.

 

Il repubblicanesimo proprio con la sua differenziazione ha dimostrato una ampia vitalità . Ciascuno dei 4 ( o di più o di meno non pretendo certo di aver trovato una verità assoluta) gruppi di tendenza culturale ha , a mio avviso , ampie potenzialità di influenza verso forze politico culturali ben più contigue che altre discendenti dalla scuola repubblicana.

E ciò sarà possibile a due condizioni

Che le poche energie disponibili non siano profuse in scontri e mediazioni con chi discende dalla nostre stesse tradizioni , ma su posizioni attuali inconciliabili

Che non sia dia per scontato che l' unica forma di agire politico sia il partito, la formazione cioè dedicata alle competizioni elettorali

Il repubblicanesimo nelle sue differenti espressioni deve ricominciare a elaborare analisi e proposte e diffonderle anche presso ambiti nuovi , rimincianre una fase espansiva al di là degli ambiti tradizionali. E per far questo la singola presenza elettorale può essere utile , ma non indispensabile , e se consuma energie e crea delusioni può essere anche controproducente. Più importante l' elaborazione e la diffusione culturale. Quello che l' Apostolo chiamava insegnamento.

MC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la diaspora repubblicana agli occhi di un amico moderato

Abbiamo portato alcuni elementi della nostra discussione sulla diaspora repubblicana in vari forum amici , in uno di questi un nostro interlocutore che unisce ad una visione decisamente moderata della politica , una grande apertura mentale e disponibilità al dialogo, ha dato una sua interpretazione degli elementi che lo colpiscono della tradizione del PRI, oltre all' interessante riflessione , di cui lo ringraziamo, Florian ci pemette anche di avere la riprova di come dal fusto del vecchio PRI possano nascere interpretazioni legittime e positive , ma ormai non più riconducibili alla stessa prospettiva   

 

non essendo mai stato interno al vostro piccolo mondo ho guardato più volte con simpatia ad esso. Mia madre in qualche occasione ha votato per il PRI in quanto apprezzava il rigore economico di Ugo La Malfa. Erano gli anni settanta ed io ero troppo piccolo per poter farmene un'opinione. Più tardi però ho avuto modo di stimare La Malfa per certe battaglie culturalmente "tradizionaliste" che ne facevano una sorta di "Berlinguer di destra", assai diverso da quel liberalsocialismo "rampante" che seguirà poi negli anni Ottanta. Ai miei occhi La Malfa col suo elogio dell'austerity e la diffidenza verso i nuovi media rappresentava il vecchio mondo borghese, buona cultura del risparmio, i conti in ordine, una visione non egoistica della società.

Diventato ragazzo, il primo politico per il quale simpatizzai fu Spadolini, figura che ancora oggi io tendo istintivamente ad associare più alla tradizione della "destra storica" di Cavour che al mazzinianesimo propriamente detto, che fu un movimento "radicale" e non "moderato". Tuttavia di Mazzini, se deploro i mezzi di lotta politica, posso tranquillamente far miei vari aspetti del suo pensiero politico, come il civismo, l'etica pubblica, l'antimaterialismo, quella visione spirituale senza la quale è impossibile sacrificarsi per la nazione (una cosa che i liberal-liberisti-libertari di oggi non capiscono e non accettano). Non a caso negli anni Ottanta vicini ai repubblicani furono anche conservatori come l'allora diplomatico ed oggi editorialista del Corriere Sergio Romano.

Un altro repubblicano che allora incontrava le mie simpatie era Luciano De Crescenzo, uno scrittore sempre poco amato a sinistra, per quanto lontano da berlusconiani e certa destra. Come De Crescenzo io tendo a privilegiare il dubbio alla fede, un dubbio che mi tiene tanto lontano dagli integralisti religiosi come dagli anticlericali più arrabbiati. Una laica, agnostica, pragmatica "via di mezzo", che non si riduca a mero utilitarismo ma che si apra ad una visione sociale: ecco per me un buon esempio di "repubblicanesimo", che sa poi molto di conservatorismo vecchia scuola, un conservatorismo a suo modo progressista, interclassista ma fondamentalmente borghese, nazionale. Ecco, se ci fosse sulla piazza un partito del genere (che potrebbe benissimo identificarsi in Mario Monti, ma anche per certi aspetti in Fini) lo voterei con piacere.

FLORIAN

http://www.iltuoforum.net/forum/post87218.html#p87218

Pensiero :sette tesi per la discussione

PREMESSA

La politica italiana è caduta così in basso da deludere ed allontanare dalla partecipazione attiva gran parte dei "cittadini per bene" che non contribuiscono più alla vita dei movimenti e dei partiti. Tanto che i partiti hanno perso molto del loro importante ruolo regolato dalla costituzione.

Proprio per questo ci rivolgiamo alle persone di ispirazioni repubblicane, azioniste, mazziniane ed in genere ai laici progressisti che sono contrari all'attuale maggioranza di governo e favorevoli allo schieramento di centro-sinistra, per rilanciare una visione democratica della convivenza civile per andare verso la realizzazione di quel "Partito della Democrazia" che Spadolini propose più di 20 anni fa. Per cominciare bisogna riportare al primo posto l'"interesse comune" e non il dio quattrino e l'egoismo. Questo è un progetto per i cittadini della  Res-pubblica del futuro e che comprende anche tutti quelli che non vanno più a votare per protesta contro la politica degli interessi personali.

Di fronte alla frenetica corsa di tutti i partiti "verso il centro", questa aggregazione si propone di dare corpo e dignità ad una "sinistra nuova" che vuole essere un passo avanti rispetto ai moderati e un passo indietro rispetto ai rivoluzionari. Questa è una sinistra che, non avendo scheletri nell'armadio, può essere una novità nello schieramento politico italiano, in grado di dare al termine "sinistra" l'originario significato di libertà, uguaglianza e fraternità(Associazionismo), da far rivivere nel mondo moderno democratico e occidentale.

La vita civile deve essere regolata da linee guida antiche, ma sempre attuali, la prima di tutte è la "Moralità Pubblica" che deve contrastare l'abbraccio perverso tra oligarchie e affaristi. La seconda linea guida indispensabile è quella dell'"Equilibrio" tra Economia, Energia, ed Ecologia, elementi ancora squilibrati in Italia e nel mondo. La terza linea guida da seguire con fermezza è quella del "Rispetto delle Regole". Non è che manchino Le Regole, manca spesso il controllo della stesse; inoltre si deve sempre tendere al loro miglioramento continuo perché siano aderenti alle necessità di un mondo che cambia.

Tra un anno o due gli iscritti all'Associazione valuteranno la situazione politica e decideranno quale strada politica intraprendere: da soli o con qualche partito del centro-sinistra.

 

 

 

SETTE TESI PER LA DISCUSSIONE FRA REPUBBLICANI DI SINISTRA

 

 

 

 

TESI 1 CARATTERISTICHE FUNZIONE E LIMITI DI UNA RIAGGREGAZIONE DI REPUBBLICANI NELLA SINISTRA

 

Nostro scopo è rendere più coesa efficace e condizionante l’ area repubblicana mazziniana ed azionista , del laicismo progressista e sociale che strategicamente si riconosce nel centro sinistra .Sono estranei a nostri scopi ipotesi terza forziste , intese come pendolari fra i due schieramenti,  come pure ipotesi “pontiere” per attirare forze organizzate ora presenti nel centro destra proponendo snaturamenti dell’ attuale posizione del CS, mediazioni verso posizioni più simili a quella della attuale  maggioranza . Ovviamente riconosciamo la legittimità di tale ruolo per altre forze del centro sinistra , ma si ribadisce la nostra estraneità a tali scopi.

 

Altrettanto ovviamente saranno sempre ben accetti amici che provenendo da esperienze nel centro destra siano giunti ad un evoluzione che superi la gran parte delle precedenti posizioni.

A maggior chiarimento si ribadisce che la nostra posizione non potrà essere quella di costante moderazione delle posizioni del centro sinistra perché non si allontani troppo dalle posizioni dell’ altra coalizione ( e ciò non solo nel campo del laicismo e dei diritti civili , per i quali la precedente affermazione appare scontata).

 

Laicamente , argomento per argomento la  nostra capacità di dialogo deve essere indirizzata a tutta l’ unione, punto  non di equlibrio ma di elaborazione razionale che sappia cogliere convergenze e possibilità di confronto con tutta la coalizione

 

Ci proponiamo di realizzare in primo luogo un confronto con chi nel centro sinistra condivide con noi una comune origine nella tradizione repubblicana ed azionista  e con la parte non organizzata  e molecolare del mondo laico progressista .

Questa e la strada più breve per raggiungere le aree potenzialmente più ricettive del nostro discorso , ma poi sarà necessario andare oltre la base comune , sarà necessario individuare valori e proposte anche per attrarre nuove esperienze nuove generazioni, essendo coscienti che tutto ciò potrà comportare la perdita di frazioni dell’ area precedentemente individuata., l’ obbiettivo di innovare le idee repubblicane e renderle più consone a conquistare nuovi spazi è prevalente sull’ unità di tutti gli ex PRI, bisogna accettare che altre interpretazioni del repubblicanesimo  portino il loro contributo in aree politiche  diverse da  noi.

 

Il nostro obbiettive è ritrovare le capacità del movimento repubblicano degli anni ‘60 del 75/76 del 83 del 91 quando sembrò  ( e in qualche misura fu) capace di attirare ceti ed ambienti culturali modernizzatori precedentemente non toccati dalla tradizione repubblicana , proprio in base alla capacità dell’ allora PRI di interpretare la società e suoi mutamenti.

L’Associazione Politica”Repubblica e progresso ” raccoglie singoli cittadini che si riconoscono senza riserve nella coalizione di  centrosinistra e che fanno riferimento alla cultura politica repubblicana,azionista,mazziniana e laico progressista indipendentemente dalla loro adesione o meno a partiti o associazioni gia’ esistenti.

 

   La principale finalita’ dell’Associazione e’ quella di incrementare  il contributo di idee e partecipazione di ispirazione repubblicana allo sviluppo politico e civile della cultura politica italiana.L’ Associazione in ogni occasione elettorale appoggera’ ,coerentemente con la propria ispirazione politico culturale partiti e singoli esponenti del centrosinistra,con esclusione di una propria diretta partecipazione.Alla fine di ogni anno ,gli iscritti all’Associazione,valutando la situazione politica in essere  decideranno il rinnovo o mene del vincolo di non presentarsi in modo diretto in 0ogni occasione elettorale.

 

 

 

 

 

     TESI 2 LA COLLOCAZIONE EUROPEA

 

Negli ultimi dieci anni si è sempre più sviluppata una progressiva abitudine a rapporti privilegiati fra le forze politiche che compongono i governi di sinistra europei ( anche fra i governi in quanto tali, ma qui vi sono dinamiche che vanno al di là della vicinanza politico/culturale, il caso franco tedesco è emblematico), similmente per la destra.

 

Questo fenomeno se si consolidasse potrebbe essere la maggiore spinta extra istituzionale verso una reale unità europea

 

Tutti i governi europei di sinistra sono o espressione del solo PSE o a prevalenza PSE, con alleati appartenenti ai verdi, alla SE, all' ADLE.

Su molti grandi temi spesso queste quattro forze nel parlamento europeo hanno saputo determinare la direzione di marcia.

 

Man mano che si consoliderà un sistema politico europeo, appare chiaro che si dovrà trovare una forma di raccordo stabile fra queste forze o fra il PSE e componenti di esse .

 

La nostra collocazione nell’ ADLE ha punti potenzialmente molto positivi, per i contatti con forze come il LIBDEM britannici o i liberali belgi , esponenti di queste due forze hanno fra l’ atro dimostrato molta coerenza polemizzando controle posizioni sostanzialmente illiberali del governo berlusconi e del suo leader

Con tutto ciò però l’ attuale configurazione dell’ ADLE sembra però essere più consona ad un partito pendolare che ad uno con una prospettive di sinistra europea, è di nostro interesse pertanto che una eventuale integrazione fra forze italiane a cui partecipassimo sia di supporto ad una maggior coordinamento fra PSE e ADLE ( o parte di esso).

 

TESI 3  IL LAICISMO  E LE ALTRE COMPONENTI DELLA SINISTRA

 

E’ facile definirci come i guardiani della laicità nel centro sinistra , ciò è sicuramente vero ma è limitativo, come repubblicani abbiamo sempre difeso la non confessionalità dello stato, e combattuto in particolare l’ interferenza della chiesa cattolica, senza temere la nomea di anticlericali, ( magari inteso come chi combatte i cleircali , piuttosto che chi combatte il clero).

 

Questa è una battaglia che negli ultimi anni ha trovato una ulteriore giustificazione nella presenza di sempre più correnti religiose in italia , rendendo evidente che lo stato secolare è l’ unica alternativa ad una libanizzazione dell’ italia

 

 Ma il laicismo non è stato mai il “core business” della nostra “ditta”; nella monarchia la battaglia istituzionale era prioritaria, come la costruzione di organizzazioni di massa e la difesa dello stato di diritto,. Nella prima repubblica lo furono le battaglie di poltica economica e poltica estera.

 

Estranea alla nostra tradizione anche una visione della laicità tutta contrapposta a quelle che si definivano le due chiese ( i cattolici e i marxisti), in questo senso ricordiamo le perplessità del PRI nei confronti dell’ ipotesi di “alleanza laica” che su quella contrapposizone si basava. Ancora ricordiamo che in assoluto l’ epoca in cui si vinsero più battaglie laiche ( dal divorzio all’ aborto) e si secolarizzò  la società italiana furono gli anni ’70 in cui le due cd chiese subirono profondi mutamenti . Il marxismo scopri le battaglie civili a fianco di quelle classiche socio economiche, mentre molti ambienti cattolici partendo dall’ impegno sociale come le ACLI e la CISL, incontrando il marxismo si liberarono della sudditanza dalle gerarchie dando vita al cosidetto movimento dei cattolici del no, vera “condicio sine qua non” per le vittorie nei referendum.

 

Gli anni del Woitilismo hanno praticamente annullato quel movimento, mentre la crisi dell’ 89 / 90 spiazzando il movimento marxista lo ha reso molto più permeabile alla suggestione dell’ umanitarismo cattolico.

 

Ora . come ricorda la sociologa L. Sciolla l’ Italia è il il paese , insieme agli Stati Uniti con il minor numero di “non credenti” che sono passati dal 12,1% del 81, al 10,1 del ’90 al 6,6 del 99.  In tutti i paesi occidentali poi il numero di credenti “non praticanti” è in crescita , meno che in italia e in Francia, ma in Francia è stabile a fronte di una crescita di “non credenti”, in Italia diminuisce a favore dei “credenti praticanti”, questa parete dela popolazione è pari a quella degli Usa (44,6%) a grande distanza da Spagna ( 24,4%) e Francia (8%).

In questo quadro l’ isolamento delle forze laiche dagli ambienti più evoluti e moderni della tradizione cattolica  e socialista appare controproducente proprio per la difesa dello stato secolare

 

 

 

 

     TESI 4 POLITICA ECONOMICA E SOCIALE

 

Per un repubblicano non sarà mai valida un’ espressione come “ Lo stato non è la soluzione, è il problema”. Per i Repubblicani uno stato deve funzionare nel suo ruolo di regolatore ( Non di attore ogni presente come nel marxismo leninismo) degli interessi, In questo modo  è la soluzione, diventa un problema quando non funziona e può non funzionare quando è troppo pesante , ma anche quando è troppo leggero.

 

Noi riteniamo che compito delle istituzioni sia la difesa e la promozione dell’ interesse pubblico, e che l’ interesse pubblico stabilmente contenga la difesa dei ceti deboli. Parlando in termini di mercato del contraente più debole, dal consumatore al dipendente, al risparmiatore , all’ utente … Per noi il sistema europeo di stato sociale, pur con tutti i  necessari adattamenti è un bene da tutelare, . L’ impresa è il motore dello sviluppo , e deve potersi espandere e creare ricchezza senza ingiustificati ostacoli, che ovviamente non sono rappresentati solo dalla burocrazia , ma anche da posizioni dominanti e accordi che falsano la concorrenza ..

 

E’ necessario quindi uno stato forte ed efficiente che non si sostituisca all’ impresa , ma che sappia regolamentare le conseguenze de libero mercato intervenendo nei meccanismi contrattuali.

 

I fenomeni  che si sono sviluppati  negli ultimi decenni in gran parte dell’ occidente industrializzato dove si è enormemente allargata la forbice sociale , e si è diffusa  la sensazione di molti strati sociali che la nuove generazioni staranno peggio delle precedenti devono far riflettere. Si viene a spezzare la base di una visione ottimistica della società su cui si era fondata dall’ ‘800 la società liberale.

 

In Italia in particolare la mobilità sociale ha raggiunto livelli di assoluta insoddisfazione , in questi anni si è parlato troppo del pur vero contrasto fra lavoratori garantiti e non , ma ciò ha mascherato l’ assoluta inamovilibilità  dell’ elite economica e sociale

 

Un repubblicano crede nell’ associazionismo come correttivo alla disuguaglianza degli individui di fronte al mercato e nella possibilità di promuoverlo ( senza scadere nell assistenzialismo) da parte del pubblico, come crede nella concertazione fra i vari soggetti sociali, ma senza concedere monopoli né nella parte sindacale né quella imprenditoriale, né a componenti delle stesse.

 

     TESI 5 I REPUBLICANI  E L’OCCIDENTE

 

I Repubblicani sono orgogliosi di essere parte integrante della cultura occidentale , è infatti una pecularietà della cultura occidentale il concetto e la pratica di una società secolare da epicureismo, al rinascimento all’ illuminismo. I repubblicani rivendicano anche la propria appartenenza alla civiltà che ha teorizzato la democrazia rappresentativa, lo stato di diritto, il diritto all’ autodeterminazione dei popoli. L’ abeas corpus, la magna carta , la dichiarazione dei diritti dell’ uomo e del cittadino, i 14 punti di Wilson e la carta atlantica di Roosvelt e Churchill sono tappe fondamentale dell’ evoluzione umana, ma appartengono all’ occidente non solo le degenerazioni del nazismo e dello stalinismo,  ma anche la quasi perenne disapplicazione di quei principi nei confronti del terzo mondo .

 Il colonialismo, anche se non possono essere fatte generalizzazioni assolute , ha comunque comportato la scomparsa totale di intere popolazioni  in nord e sud America e Oceania, mentre ha sconvolto l’ abitat umano in africa con conseguenze ancora visibili.  Molte delle attuali tragedie mediorientali sono la conseguenza della totale disapplicazione dei principi di autodeterminazione dei popoli perpetrate nei due dopoguerra del ‘900.

 

I repubblicani pertanto respingono qualsiasi riedizione della teoria del “ fardello dell’ uomo bianco” anche nella forma di imposizione della democrazia, specie se considerata nella sua apparenza formale .

 Ritengono invece essenziale la battaglia per la difesa dei diritti umani essenziali in qualunque parte del mondo. I repubblicani ritengono che la diffusione del rispetto dei diritti umani in primo luogo e delle pratica di democrazia rappresentativa nel maggior numero possibile di stati sia un punto fondamentale nell’ evoluzione umana, ma proprio l’ esperienza del colonialismo e del neocolonialismo insegni come ciò non sia sufficiente ad assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei popoli  specie nei contrasti fra paesi sviluppati ( quand’ anche democratici) e in via di sviluppo.

 

 

     TESI 6 POLITICA ESTERA

 

I Repubblicani hanno caratterizzato tutta la propria politica estera dall’ ultimo dopoguerra nell’ ancoraggio dell’ Italia all’ Occidente minacciato dall’ espansionismo sovietico.

Ora la necessaria  presa d’ atto che della fine della guerra fredda deve portare ai necessari aggiustamenti. La tesi  che rimanga nel mondo attuale la necessità di un occidente euroatlantico  graniticamente unito ne confronti di tutto il resto del mondo appare obsoleta ed in via di  abbandono da parte dei suoi teorizzatori. Il mondo si sposta sempre più verso un multilateralismo ove  l’ Europa spesso non riesce a svolgere il proprio autonomo ruolo solo per la sua disunione. La strada di un autonoma presenza europea nello scacchiere mondiale  ( in amicizia ma anche in leale competitività con gli USA ) sembra dover passare da cooperazioni rafforzate fra gruppi ristretti di stati membri disponibili a rilevanti cessioni di sovranità.

 

I repubblicani sono favorevoli al rafforzamento degli organismi internazionali, anche nelle materie economiche e sociali, respingendo sia l’ egoismo nazionalistico che l’ estremismo no global.

 

Per quanto riguarda l’ ONU condividono critiche e perplessità sulla efficacia dei suoi interventi , rilevano però come ambienti e paesi usi ad insistere su tali critiche difficilmente hanno avanzato o anche semplicemente condiviso proposte che ne incrementassero la capacità decisionale ed operativa.

 

In realtà la costruzione di un sistema di  giustizia internazionale che tuteli le comunità più deboli militarmente nei confronti delle maggiori potenze militari è uno degli antidoti al ricorso a forme di guerra asimmetrica, con possibili sbocchi terroristici; resta comunque ovvia la necessità di continuare la lotta ad ogni tipo di  terrorismo inteso come deliberata violenza nei confronti di civili inermi, tutte le forme di terrorismo devono essere combattute anche se non si può ignorare la diversa gravità di quello limitato ai teatri di guerra e quello indiscriminato.

 

Altrettanto ovviamente non possono essere accettate forme di lotta al terrorismo che si concretizzino in punizioni collettive a popolazioni civili .

 

I repubblicani rifiutano l’ unilateralismo e la guerra preventiva, ma hanno una dolorosa accettazione della guerra come mezzo estremo in un quadro multilaterale e condiviso, non ritengono che il pacifismo assoluto sia in definitiva una garanzia per i soggetti più deboli dello scacchiere mondiale

 

L’ area della crisi del MO rappresenta uno dei campi di discussione dove maggiori risultano le fratture e le contrapposizioni, i repubblicani devono riaffermare la propria assoluta contrarietà ad ogni azione che parta dal disconoscimento del diritto all’ esistenza di stati ormai consolidati anche se frutto di scelte esogene ( in particolare Israele , oltre al  Libano ed Iraq) ma anche ad annessioni per diritto di conquista e colonizzazioni imposte, tutti i popoli e le comunità hanno diritto a vivere senza essere minacciati o soffocati civilmente e economicamente, nonché a difendersi dalle minacce.

 

I repubblicani  ribadiscono la propria amicizia con  Israele , anche in risposta al dovere morale che come europei portiamo nei confronti del popolo ebreo . Rivendicando però il diritto di critica nei confronti del governo di quel paese , come di tutti gli altri, critica che quando non si concretizzi nel vilipendio non può e non deve esser e criminalizzata.

 

I repubblicani auspicano una sempre maggiore reciproca conoscenza e collaborazione fra la sinistra italiana e  tutte le forze di sinistra laica israeliana. Intendono operare anche per  rapporti con tutte le forze dei paesi dell’ area con programmi di modernizzazione , specie se endogena.

 

 Auspicano ancora una sempre maggiore integrazione di Israele con la realtà europea , consapevoli che per una massima integrazione Israele dovrà non solo veder risolti  i suoi problemi di politica estera, ma anche raggiungere la piena laicizzazione dello Stato e  la totale parificazione etnica dei suoi cittadini

 

TESI 7 ANTIRAZZISMO E TOLLERANZA

 

I Repubblicani esprimono un rifiuto assoluto di ogni forma di razzismo, in particolare delle due forme più visibili nella nostra società: l’ antisemitismo e l’ islamofobia.  Dichiarano l’ assoluta intollerabilità di posizioni che per combattere una delle due forme siano indulgenti nei confronti dell’ altra.

I repubblicani  rigettano  qualsiasi teoria che gerarchizzi gli interessi  e la dignità dei popoli.

 

L’ accoglienza di comunità straniere nel nostro paese è necessaria e positiva anche come incontro e scambio di culture , ma  non può essere senza limiti. Deve essere  richiesto il rispetto delle leggi , e esercitata una persuasione morale e nei casi più gravi costrizione giuridica a favore di quegli i usi che sono strettamente connessi ai principi generali del diritto, come l’ uguaglianza fra i sessi e la libera determinazione dei figli maggiorenni; resta  ferma la totale relatività e volontarietà di usi e costumi non formalizzati in leggi e non funzionali ai principi generali dell’ ordinamento.

 

La presenza di più religioni sul territorio nazionale deve essere occasione per una maggiore laicizzazione dello stato

 

Inoltre il principio di reciprocità non solo deve essere inteso fra ordinamenti statali e non fra culture, ma non può essere inteso come rifiuto dei diritti umani principali nei confronti di nessuno qualsiasi sia la cittadinanza,  .

 

 L’ esperienza ella ns emigrazione nel mondo dimostra come sia importante e giovevole sia al paese d’ origine che all’ ospitante che le comunità immigrate conseguano sia l’ obbiettivo dell’ integrazione sia quello di essere ponte nei confronti del paese d’ origine. In questo senso il progetto noto sotto il nome di “costruzione di un Islam europeo” merita grande interesse e supporto

 

 

 

 

 

LINEE DI PROGRAMMA

1-   LEGGE ELETTORALE

 

L'attuale legge elettorale prevede un premio di maggioranza troppo elevato per chi raccoglie una percentuale di voti molto inferiore al 50%. E' necessario invece ricollegare l'eletto al suo territorio, al suo collegio, riformando eventualmente l'ampiezza dei collegi.

Gli elettori devono poter scegliere i propri candidati che non possono essere "paracadutati" da zone lontane né essere nominati dai partiti o dal "padrone". Anche il sistema delle preferenze ha difetti seri, come ad esempio dover costringere i cittadini a scrivere dei nomi. Questo favorisce il ruolo delle organizzazioni di partito che prefigurano e guidano i risultati, ma l'attuale sistema è indubbiamente il peggiore di tutti quelli già sperimentati. Bisogna avere il coraggio di "tornare indietro" e correggere la legge attuale che ha portato danni sia all'autonomia degli eletti, che al ricambio degli stessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2- COSTI DELLA POLITICA e AMMODERNAMENTI ISTITUZIONALI

Un paese come l'Italia non può permettersi gli attuali costi del sistema politico. Il finanziamento pubblico ai partiti è doveroso per evitare concussioni e corruzione, ma l'entità del finanziamento induce qualche partito ad intraprendere la via del mondo economico e finanziario fino a pensare di comprare banche e assicurazioni. Non era questo lo scopo del finanziamento pubblico dei partiti.

Gli apparati statali vanno snelliti e sburocratizzati, gli enti inutili vanno definitivamente eliminati. I comuni più piccoli vanno accorpati, le Provincie e le Comunità montane vanno eliminate e le loro competenze distribuite tra Comuni e Regioni.

Anche le Regioni a Statuto Speciale vanno riportate al rango delle altre Regioni. Ormai siamo circondati da paesi dell'Unione Europea, non esistono ragioni valide per le Regioni a Statuto Speciale. Tutte le regioni devono poter contrattare con lo stato centrale, attribuzioni speciali. Anche il numero dei dipendenti e i loro compensi vanno parametrati e non lasciati alle decisioni della classe politica locale. Si deve pensare alla riduzione del numero dei deputati, mentre i rappresentanti di quartiere devono svolgere il loro lavoro a titolo gratuito. E' tempo di pensare anche alla istituzione della legge sul conflitto di interessi, alla abolizione dei privilegi dei parlamentari, al divieto di cumulo di cariche e di esercitare un'altra professione e/o attività durante il mandato.

Mantenendo sempre inviolata e inviolabile la prima parte della Costituzione, si deve procedere a ritocchi funzionali della seconda parte della Costituzione. Così ad esempio si può pensare di trasformare il Senato in Camera delle Regioni dove anche poter discutere i numerosi casi di conflitto di attribuzioni tra Stato e Regioni.

I tre poteri Legislativo, Esecutivo e Giudiziario devono rimanere sovrani e indipendenti. La Giustizia ha bisogno di essere ammodernata attraverso stanziamenti maggiori e ridisegnando la distribuzione nel territorio degli uffici giudiziari. Non c'è invece alcun bisogno di asservire i giudici o i pubblici ministeri al governo o al parlamento. E' necessario abolire o almeno ridurre il quorum per i referendum abrogativi ed introdurre l'istituto del referendum propositivo. Così come è regolata oggi la materia, praticamente impedisce al popolo di esercitare un suo diritto legislativo. E' necessario realizzare la laicità dello stato che consenta a tutti i cittadini, di qualunque fede religiosa, di essere uguali di fronte alla legge in una società plurale, ma unitaria nel garantire libertà e dignità a tutti. Una società giusta e moderna non può tollerare le depenalizzazioni del reato di "falso in bilancio" che ha prodotto casi come Parmalat, Cirio ecc...

 

 

 

 

3-GIOVANI e LAVORO

 

Sono vent’anni che l'Italia è afflitta da un problema grave e apparentemente irrisolvibile: il lavoro per le Giovani Generazioni. Le leggi di liberalizzazione del lavoro (legge Treu e Biagi) dovevano servire ad allentare i vincoli troppo stretti che soffocavano le imprese, ma l'applicazione stretta delle nuove norme ha portato alla precarizzazione del rapporto di lavoro. Chi affronta un lavoro a tempo determinato dovrebbe essere pagato di più di chi è assunto a tempo indeterminato, poiché rischia di non maturare mai le condizioni per una pensione normale. I giovani di oggi, come quelli di ieri, cercano un lavoro sicuro dove trovare gratificazione, inserimento sociale e garanzie per il futuro.

Tutta l'Europa è alle prese con questo problema e tutti parlano di "politiche attive per il lavoro" ma la soluzione demandata a provincie e Regioni non è facile da trovare. L'Italia ha il più basso tasso di occupazione giovanile in Europa, la nuova occupazione è prevalentemente precaria ed instabile e perciò bisogna incentivare forme di lavoro ricche di conoscenza, formazione ed autonomia creativa. Bisogna spingere in direzione della riduzione del cuneo fiscale per le imprese, non solo per ridurre il costo del lavoro, ma anche per incentivare il ricorso a forme stabili di occupazione. Va utilizzato completamente il Fondo per la Stabilizzazione del lavoro per passare da collaborazioni a lavoro subordinato, anche nella pubblica amministrazione. Va pienamente realizzato il "Patto di Solidarietà tra generazioni" che, su base volontaria, prevede un contratto a tempo parziale per il lavoratore che abbia superato i 55 anni e la creazione contemporanea di un posto part-time per un giovane disoccupato. Molti sono i settori nei quali bisogna intervenire, certo non si può consentire che più del 10% dei giovani del nord e il 30% di quelli del sud non abbia lavoro e speranza di futuro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4       L'EUROPA

 

L'idea forte di una Europa Unita deve tornare ad essere un obiettivo importante per l'Italia. Molto è stato fatto, bisogna restare aggrappati alle Alpi, ma rendersi conto che il nostro ruolo deriva dal fatto di essere una penisola che si protende nel mediterraneo. Il ruolo dell'Italia va valorizzato, l'Europa Politica deve essere ancora un traguardo da raggiungere. La politica estera si sviluppa in decenni e perciò bisogna avere pazienza e tanta fede nell'Europa, come l'hanno avuta i padri fondatori.

E' la fragilità italiana che ha bisogno dell'Europa, di un'Europa forte e sicura che eserciti la sua funzione di guida morale nel mondo. E' l'Europa la culla dei diritti e dei doveri dei cittadini, dov’è nato lo stato sociale e la democrazia rappresentativa. L'Europa non può andare a rimorchio dei paesi più forti, deve attuare una propria politica estera e militare, forte e giusta, slegata da interessi particolari. I troppi conflitti ancora in atto nel mondo richiedono la presenza autoritaria e giusta dell'Europa che deve parlare con una voce sola. Dobbiamo tendere a questa Europa, al rafforzamento degli organismi internazionali e per questa Europa dobbiamo lavorare.

Dovremo armonizzare i partiti ed i movimenti italiani a quelli esistenti nel parlamento Europeo, per favorire la nascita di una politica Europea e di schieramenti politici di centro-sinistra simili ed individuabili sia in Italia che in Europa.

 

 

 

 

5- ENERGIA

Incredibilmente, l'Italia non ha un piano energetico discusso e approvato. Quello che è sicuro è che in un momento di difficoltà economica generale è necessario mettere da parte il piano energetico nucleare sia per i costi spaventosi degli impianti, che sicuri non sono. La ricerca su questo tipo di energia e sugli impianti deve però continuare ed anzi essere accresciuta sfruttando le esperienze e le capacità italiane, riconosciute in questo settore anche a livello internazionale.

In attesa di centrali sicure, l'Italia deve accelerare sulle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, geotermico e biomasse) e deve tentare di far crescere i rendimenti degli impianti idroelettrici attraverso una manutenzione sistematica degli invasi, riducendo così la dipendenza dalle fonti straniere. Ricordiamo però che moltissimo può essere ottenuto anche da una moderna politica di risparmio energetico, che senza riportarci "indietro" consente di far maturare tutte quelle iniziative che ci mantengano a livelli competitivi con gli altri paesi europei.

 

 

 

6- RUOLO DELLO STATO

Accanto ai comuni ed alle Regioni anche lo stato continua ad avere un ruolo importante come quello di essere il regolatore delle dinamiche del mercato, a garanzia del bene generale contro l'interesse privato. Sono di competenza dello stato la sanità, l'acqua, l'energia, le ferrovie, le comunicazioni. Potranno sorgere conflitti di attribuzione ma i beni di interesse generale devono appartenere a tutti. Il sistema previdenziale (INPS) nazionale deve essere liberato da costi impropri come la cassa integrazione e gli assegni familiari, che devono essere messi direttamente a carico dello stato. In tal modo il bilancio dell'INPS sarebbe più chiaro e leggibile ed emergerebbe anche il fatto che le drammmatizzazioni che se ne fanno servono solo a favorire le assicurazioni private.

Spetta allo stato rivedere e ridurre le aliquote fiscali e gli scaglioni di reddito ed il recupero dell'evasione fiscale.

Lo stato deve prevedere un cospicuo aumento di investimenti per infrastrutture necessarie, come strade, metropolitane aeroporti, mentre devono essere accantonati i progetti faraonici come il ponte sullo stretto di Messina. Si potrebbe pensare di istituire un Servizio Civile per la terza età, utilizzando le esperienze maturate dagli anziani, per compiti di sicurezza pubblica, assistenza ai cittadini e per la cultura.

 

 

 

 

7- LIBERTA' INDIVIDUALI e TEMI "SENSIBILI"

In Italia succede che la libertà di ricerca scientifica sia spesso violata e condizionata da leggi ispirate da pregiudizi ideologici o religiosi. Tutto questo è in palese contrasto con uno stato di diritto quale vuole essere l'Italia. Nessuno si propone di stravolgere l'ordine naturale delle cose, ma è tempo che anche in Italia, come in Gran Bretagna, si possa fare ricerca sulle cellule staminali embrionali per la cura di malattie che colpiscono milioni di persone al mondo. E' necessario consentire l'accesso alla fecondazione assistita e alla diagnosi preimpianto per coppie affette da malattie genetiche. E' necessario anche in Italia garantire le libertà di cura, concordata tra medico e paziente, con l'assunzione di farmaci sperimentati e autorizzati in tutti i paesi civili, ma ostacolati in Italia (RU486, cannabis terapeutica, oppiacei per il trattamento del dolore, ecc...). E' giunto infine il tempo di consentire autonomia e responsabilità individuale sulle scelte relative alla fine della vita, nel rispetto della libertà individuale liberamente espressa senza equivoci. Non può essere lo stato a sovrapporsi al diritto del singolo di indicare il tipo di trattamento che desidera ricevere quando non fosse in grado di comunicare con i familiari o con i medici. Scelte in tal senso vengono adottate da molti paesi civili e vicini come la Svizzera, il Belgio, l'Olanda e la Gran Bretagna. Un ultimo tema molto importante di cui si è molto discusso e sul quale non si vuole decidere è quello del riconoscimento della pluralità dei modelli di convivenza esistenti nella società moderna. Senza confondere questi modelli con il concetto di "famiglia", è tempo di riconoscere contratti di convivenza diversi a vantaggio del più debole della coppia e per dare un segno di serietà e di responsabilità a legami che per vari motivi non rientrano nello schema consueto. Rimuovere divieti irragionevoli è segno di saggezza e premessa per la crescita sociale di un paese moderno.

 

 

 

 

8- FEDERALISMO

Questa che era una bandiera leghista volta a dividere il paese tra Nord e Sud, tra buoni e cattivi, deve diventare invece una occasione per valorizzare le specificità e per responsabilizzare i gestori della cosa pubblica. E' ovvio che devono essere presi a riferimento i parametri di costo delle prestazioni delle amministrazioni virtuose e che le competenze vanno attribuite in base alla verifica della buona amministrazione. Poiché in Italia è diversificato il reddito delle varie regioni, si dovrà prevedere un fondo nazionale di solidarietà per garantire a tutti prestazioni standard, indipendentemente dal reddito della regione di appartenenza, ma con la garanzia di un corretto utilizzo dei finanziamenti, recuperati dalle tasse delle altre regioni. (Federalismo solidale).

 

 

 

 

9- FISCO

Nel ribadire la progressività delle imposte bisogna però dire anche che la legislazione italiana in materia fiscale è estremamente complessa e confusa, lasciando margini ai ricchi e ai furbi per eludere ed evadere. Servirebbe una massiccia semplificazione, vale ancora l’antico detto: pagare tutti per pagare meno, garantendo però una maggiore severità contro l’evasione. Non è infatti ammissibile che i lavoratori dipendenti arrivino a pagare la metà del proprio stipendio in tasse, mentre la speculazione che muove solo capitali standosene nell'ombra paga il 12.5% di tasse. Una riduzione del "carico fiscale" per le imprese, condizionato all'assunzione di nuovo personale, sarebbe assolutamente desiderabile in un momento economico come quello attuale. Si dovrebbe provvedere all'eliminazione di alcune tasse come la Tosap e la tarsu, il bollo auto etcc. Non è possibile tartassare sempre l'automobilista con accise e tasse sui carburanti, solo perchè sono facili da individuare. Bisogna allineare le tariffe italiane a quelle degli altri paesi europei, specie per quanto riguarda l'energia, i telefoni e i trasporti e contemporaneamente eliminare dei "monopoli di fatto" rappresentati da Telecom, Eni, Enel, e società autostrade.

 

 

 

 

10- SALUTE

Per nostra fortuna viviamo in un Paese dove esiste un sistema sanitario pubblico ad accesso libero per tutti. L'omogeneità del sevizio sanitario nazionale è messa in discussione dall'aver affidato alle regioni il finanziamento e l'organizzazione della assistenza sanitaria, accentuando così le differenze tra regioni virtuose e regioni male organizzate e più povere. La nascita sempre crescente di strutture sanitarie private sottrae risorse umane al pubblico. Siano benvenute le strutture private, ma non può essere che le strumentazioni più costose siano acquisite e gestite dal sistema pubblico, mentre i proventi economici degli interventi semplici vanno al settore privato. Gli effetti dell'affidamento della sanità alle regioni vanno perciò controllati, anche dal punto di vista della gratuità e universalità delle cure. Per ridurre le spese inutili o investire sulla qualità del servizio sanitario sarà opportuno promuovere l’uso dei farmaci generici, meno costosi di quelli di marca. Bisogna promuovere una politica sanitaria nazionale che incentivi stili di vita salutari e consumi alimentari consapevoli e sani. Per una migliore efficacia delle cure è opportuno separare le carriere dei medici pubblici da quelli privati, ma incentivare la permanenza dei medici bravi nel pubblico con remunerazioni allineate con le tariffe private. Per incentivare la ricerca medica sperimentale bisogna rendere possibile devolvere l'8 per mille alla ricerca medica. Bisogna inoltre promuovere la ricerca sulle malattie rare, aiutando economicamente i cittadini italiani costretti, per ora, a farsi curare all'estero.

 

 

 

11 – SCUOLA UNIVERSITA’ CULTURA

 

Inderogabile il principio della Scuola Pubblica per tutti .Vanno garantiti gli investimenti adeguati per ogni livello di istruzione  in modo particolare per l’istruzione superiore la ricerca e l’elevazione culturale di tutti i cittadini.L’educazione e’ a tutti gli effetti una garanzia per il mantenimento della democrazia.

 

12-AMBIENTE

 

Inasprimento della lotta all’inquinamento  e sanzioni inasprite contro ogni forma di reato ambientale .Divieto costituzionale di condoni e sanatorie in materia

 

13-IMMIGRAZIONE

 

Accoglienza e solidarieta’ nel quadro di politiche europee uniformi e concordi .Riconoscimento del della utilita’ sociale ed economica dei lavoratori stranieri e provvidenze per la loro civile sistemazione e integrazione nella comunita nazionale.

Corsi di formazione per favorire la conoscenza della lingua italiana e dei valori  e delle corpo di leggi che regolano la vita della comunita’ nazionale.

 

 

Un gradito apprezzamento da Carrara

Ho apprezzato l'iniziativa di Parma, qui a Carrara abbiamo creato il gruppo dei "Repubblicani Storici" e come tali abbiamo aderito all'IDV. Manteniamo una nostra autonomia e identità, senza dover aderire singolarmente ad un nuovo partito.
Non so se l'iniziativa può piacere anche ad altri ma l'IDV a livello europeo ha lo stesso collocamento ed è un modo per mantenere la fiammella del repubblicanesimo accesa. Un abbraccio a tutti Giorgio Giorgi già segretario toscano del MRE (fino al 2010)

Il programma:un commento da facebook

Un amico iscritto su facebook come Daniele Squalo ha inviato un' articolato commento al nostro documento programmatico , lo pubblichiamo con molto piacere

 Il programma è interessante, come le idee di base. Di fatto è, in sintesi, ciò che il partito repubblicano era nato per propugnare, adeguato alla presente situazione politica, sociale ed economica, nazionale e internazionale.
Aggiungerei alcune cose:

  1.. Giustamente si è detto che un repubblicano deve essere contrario alla scissione di nazioni sovrane mediante violenza, interna o esterna, e si è fatto l’esempio di nazioni orientali, il cui caso più eclatante è lo stato di Israele. Va però notato che ci sono anche nazioni europee in cui esistono partiti che auspicano questo per il proprio paese. Esempio eclatante è l’Italia, con Lega Nord, partiti sardisti vari e movimenti sudtirolesi di estrema destra, quasi tutti peraltro con un linguaggio violento e dimostrazioni svariate di xenofobia. Quindi questo punto non è solo di politica estera, ma un punto più generale. E’ quindi importante far capire in qualche modo cosa significhi.
  2.. Ovviamente i no global sono estremisti, utopisti, poco lungimiranti, incoerenti e spesso violenti. Va però detto che i governi di tutto il mondo dovrebbero spingere per cambiare le regole della globalizzazione. Non sono devono essere i governi a comandare le multinazionali e non il contrario, ma bisogna anche verificare chi e come conduce la propria attività in modo spregiudicato, senza rispetto del cliente, del lavoratore, dell’ambiente, e magari ricorrendo alla corruzione per farsi passare ogni bravata. Si dice ad esempio, che una nota industria alimentare svizzera sia colpevole di tutti questi capi di accusa. Ma i no global, con le loro frequenti diffusioni di false notizie, contribuiscono – una volta che esse vengono smascherate – a migliorare l’immagine della vittima. Si rendono, cioè, i migliori amici della globalizzazione per com’è attualmente e per come la criticano.
  3.. Sicuramente la laicità dello Stato è imperativa. Essa può essere intesa come: riduzione dei privilegi di cui il clero attualmente gode, che oltre ad essere un fardello per l’Italia, non è neanche una cosa giusta; eliminazione della religione di Stato; promozione di campagne di sensibilizzazione all’uguaglianza tra persone di credo diversi; non obbligatorietà del crocifisso in ogni aula delle scuole; astenersi dal promuovere o votare qualsiasi misura straordinaria dettata da soli motivi religiosi (es. una guerra, uno strumento sociale, ecc.); modificazione parziale del concetto di famiglia, in modo da garantire pari diritti anche a una coppia eventualmente al secondo matrimonio.
  4.. Chiaramente un repubblicano è collocabile a sinistra: a destra di un eventuale comunista e a sinistra di un eventuale democristiano o berlusconiano. Ma se ci si definisce di sinistra, qualcosa in comune con i comunisti deve pur esserci (e penso sia chiaro anche cosa, dato che lo si è già discusso). Ritengo quindi, che pur non concordando mai completamente con loro, su alcuni punti si possa essere d’accordo. Pertanto, essi possono essere una forza politica – secondo me – con cui dialogare, se i repubblicani facessero parte di un governo di centro-sinistra. Sicuramente sarebbe molto più coerente dell’attuale situazione del PRI.
  5.. L’impresa è il motore dello sviluppo, e bisogna far si che aprire una nuova attività sia più facile di com’è oggi. Giustamente, il nostro super ministro dell’economia asserisce che al sud nessuno investe più. Ma la ragione va cercata nel margine di guadagno, nella possibilità di investire subito o meno, nella scarsa convenienza nel chiedere subito un massiccio prestito senza garanzie di poterlo restituire senza perderci nulla. Così, ricchi imprenditori del nord e stranieri, arrivano prima degli aspiranti imprenditori indigeni, e il risultato è che questi ultimi non investono.
  6.. Il reato di apologia del fascismo è molto curioso: non è consentito portare una maglietta di Mussolini in giro, ma è consentito a un partito post fascista di candidarsi e mettere impunito bombe qua e la rivendicando sfacciatamente l’attentato.

R. Traquandi , non si può essere di sinistra

L' amico Renato Traquandi ci esprime il suo dissenso, in forme, come al solito , garbate e motivate, con piacere diffondiamo anche il suo parere, ricordiamo solo al nostro amico che questa iniziativa non è collegata alla discussione interna al PRI , in cui la parte favorevole  a Giorgio La Malfa intende portare il PRI nel terzo polo con Casini , Fini... guardiamo con attenzione e rispetto alcune argomentazioni di quegli amici, ma la nosra iniziaiva è estranea al disegno centrista, oltrechè a quello Berlusconiano  

 Capisco la necessità di aggregazione; quello che non condivido è l'accezione:" Repubblicani di sinistra".
E' importante riuscire a capire, se mai ce ne fosse bisogno, che la scelta del congresso di Bari del 2001
è stata una scelta strategica e di bisogno.
La ciambella di salvataggio gettata dal  movimento
inventato dall'uomo di Arcore, permise al P.R.I. di non
morire.
Dieci anni dopo il P.R.I., con la sua Direzione Nazionale, il suo segretario, i suoi deputati ed i suoi iscritti ha un progetto e un programma da portare avanti.
Giorgio ha ritenuto di prendere la sua solitaria strada, e
non resta che far lui tanti auguri.
Se Berlusconi e Brunetta, con la Lega, non sono la giusta
scelta, permettete di dirvi che altrettanto non può essere
solidarizzare con la Bindi e Fassino.
Il partito di Mazzini, se non si sente, come logica vuole, affine al Popolo dei berluscones . altrettanto deve esserlo con le ACLI e l'Unità.
I repubblicani non sono della nuova sinistra o della nuova  destra; bensì sono solo e soltanto repubblicani e basta.

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