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sito repubblicano nella sinistra

AZIONE REPUBBLICANA , LA COERENZA CON UNA SCELTA DI SINISTRA

Un' associazione per difendere la coerenza del repubblicanesimo progressista

 

Achille Alberani è il presidente dell’ Associazione Azione Repubblicana , con sede a Ravenna , è stato segretario Regionale del MRE dell’ Emilia Romagna sino a pochi mesi fa.
 
Per prima cosa , Achille , cos’è Azione Repubblicana ?
E’ un associazione culturale nata qualche anno fa ( con il nome di Azione Civica) per fiancheggiare l’ attività dell’ MRE in campo culturale, e in questi anni abbiamo sviluppato diverse attività culturali soprattutto rivolte ai giovani.
 
Poi cosa è successo ?
Al 3° Congresso MRE del marzo 2009 la Segretaria, Senatrice Sbarbati, propose l’ uscita del Movimento dal progetto del Partito Democratico e un avvicinamento al PRI, tanto che, a sorpresa, fu invitato a parlare al Congresso anche il segretario nazionale del PRI e nonostante questo partito mantenesse, allora come oggi, la sua collocazione nell’alleanza di Centro Destra. Il MRE dell’ Emilia Romagna aveva votato, nell’Assemblea precongressuale, un documento in cui riconosceva nel progetto del Partito Democratico l’ unica strada, fra quelle possibili, perché il repubblicanesimo progressista potesse dare un utile e non velleitario contributo allo sviluppo del Paese e alla lotta al populismo della destra al governo. Quel nostro documento è stato trasformato in mozione congressuale che però e rimasto minoranza.
Il Congresso, a maggioranza ( circa 60% a 40%), adottò la linea della segreteria e in ottobre il Segretario Nazionale indisse i Congressi regionali perché si misurassero su quella linea.
Il Congresso dell’ Emilia Romagna, nell’ottobre 2009, anche in presenza della senatrice Sbarbati, confermò la propria scelta a larghissima maggioranza, e dichiarò esaurita l’esperienza dell’ MRE. La maggioranza degli iscritti al MRE si era già iscritta al PD prima del Congresso e oggi, tramite l’Associazione, ribattezzata Azione Repubblicana, intende portare avanti le battaglie della cultura repubblicana nel PD e nella Società Emiliano-Romagnola.
Ovviamente questo non significa che riteniamo che il progetto politico del Partito Democratico, la sua struttura organizzativa e la sua linea politica sia esente da critiche, ma è certamente una prospettiva concreta, un banco di prova, una sfida anche per la cultura repubblicana per cercare di salvare il nostro paese dal degrado morale, politico ed economico cui sta andando incontro con il governo di questa destra.
 
E’ una corrente quindi ?
No, è un area culturale che si occupa di sviluppare le idee, ciascuno poi partecipa come vuole alla dialettica interna al PD.
Questo è lo spirito con cui parteciperemo all’iniziativa a Roma organizzata il 10 giugno dal Senatore Adriano Musi, che non ha seguito la Sbarbati nell’uscita dal PD.
 
Si in collaborazione con l’ associazione Giovane Europa, appena avremo i particolari ne daremo notizia su novefebbraio. E le attività sul nostro territorio?
Abbiamo un programma di iniziative, specialmente rivolto ai giovani ma non solo, abbiamo svolto a Marzo un convegno sulle “Radici culturali dell’ Italia”, con On. Gabriele Albonetti Questore della Camera dei Deputati, il Prof. Pier Luigi Barrotta Ordinario di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa, il dott. Sandro Bonella Presidente Istituto Italiano Studi Cooperativi . L. Luzzatti e l’ On. Giuseppe Matulli . A luglio ne realizzeremo un’altra su “Vizi e virtù del sistema radiotelevisivo italiano” per il quale ha assicurato la presenza anche con Loris Mazzetti, storico braccio destro di Enzo Biagi del quale ha pubblicato di recente una bella biografia. In autunno proseguiremo con altre iniziative.
 
Come vi trovate nel PD ?
Bene, soprattutto per merito dei giovani , grazie anche all’ attività del nostro consigliere comunale di Ravenna Andrea Tarroni. Siamo ben coscienti, come dicevo, delle carenze attuali del PD: in particolare è evidente una carenza di indirizzi sui grandi problemi dell’epoca presente ed anche una troppo lenta revisione degli indirizzi sui grandi problemi dell’epoca passata. Abbiamo proposto, durante gli incontri con i tre candidati segretari regionali, alcune nostre idee che cercherò di riassumere, a partire dal concetto di identità che per noi significa un “ideale”, un modello di società, ed insieme il progetto per cambiarla, il percorso per realizzarla, e uno strumento partito in grado di costruire il progetto e tradurre nella realtà quel modello.
Il modello della società a cui pensiamo ha un orizzonte globale, e poi europeo, ed e’ pressoché indipendente dalla situazione economica attuale; il progetto, e soprattutto il percorso da intraprendere, quelli si, devono partire dalla situazione attuale del paese e dell’Europa.
Un modello da costruire, anche con gradualità, ma su principi e valori definiti e chiari: la laicità e’ un valore, per esempio, la convenienza elettorale no. E poi c’è il ruolo “educativo” della politica a cui noi crediamo; Berlusconi, quello che fa e come lo fa, sta rovinando il paese, minando alle radici la sua cultura, la sua morale, la sua forza, esalta gli egoismi privati e la chiusura verso gli altri. Compito della “buona” politica e’ allora educare ad un progetto di paese unito, solidale, non la carità cristiana che attiene alla sfera dell’individuo, ma quella di uno stato laico. Al leaderismo bisogna rispondere con la comunità e la partecipazione; alla delegittimazione delle istituzioni rispondere con la loro chiara e forte legittimazione. Pensiamo, abbiamo detto ai tre candidati, che ci sia un ruolo educativo primario nella famiglia; che la coerenza, la responsabilità, e l’onestà di ognuno devono essere valori fondanti del PD, del suo progetto di società e dei comportamenti dei dirigenti e degli iscritti. Pensiamo che il ruolo “educativo” della politica si espliciti e si rafforzi solo se i suoi dirigenti danno l’esempio. Per parlare al Paese il PD ha bisogno di parlare ai Cittadini (e non alla gente) di “contenuti” e dei loro problemi, vero, necessario, ma non sufficiente, e’ l’ideale, il modello di società, che dobbiamo proporre al paese ! bisogna sostituire alle ideologie vecchie un “ideale” nuovo di società e per quello chiedere agli italiani il loro voto.
E’ un percorso virtuoso quello che abbiamo proposto, un percorso che ha bisogno di tempi lunghi e grande coerenza nella sua costruzione. E’una sfida che abbiamo cominciato a vivere in questo nuovo partito.   
 
Come giudichi l’ esperienza di Roberto Balzani a Forlì ?
E’ la prima volta da molti, troppi, anni che un esponente di cultura repubblicana e mazziniana diventa sindaco di una città di questa importanza, è una dimostrazione, tra l’altro, che le primarie per la scelta di candidati a cariche istituzionali, sono uno strumento importante anche per far emergere culture teoricamente minoritarie e scegliere persone vincenti nella società.
 
Un’ultima domanda, cosa pensi della nostra iniziativa di mettere su un sito ?
Senza piaggeria, è un’ottima iniziativa, uno strumento nuovo, e mi sembra che stia crescendo bene, spero che possa collaborare con chi, come Azione Repubblicana, vuole rafforzare la cultura repubblicana e mazziniana nel centro sinistra.
 
Siete a casa vostra !
 

Andrea Tarroni: perchè l' esperienza MRE è finita

SEMPRE PIU' CONVINTI: L'ALVEO POLITICO DEI REPUBBLICANI E' IL PD
 
Il congresso del Pri di Ravenna e le cronache sulla stampa che esso ha scaturito mi inducono a pensare, molto probabilmente a causa della mia giovane età, che poco davvero si riesce a capire dello scenario politico italiano e delle dinamiche che lo caratterizzano.
In particolare nulla si comprende - ma questo succede ormai da un paio di decenni - delle scelte che investono il mondo a cui culturalmente sono legato da quando ho deciso di impegnarmi attivamente in politica: quello repubblicano.
La matrice repubblicana si è sempre contraddistinta per i suoi valori, segnati dal primato dei doveri sui diritti, dall'ideale del mercato libero ma imbrigliato a regole certe, dall'intransigenza rispetto alla laicità dello Stato, dalla difesa strenua delle istituzioni e della Costituzione.
Personalmente, ho sempre ritrovato questo complesso valoriale meglio espresso nel Centrosinistra italiano, rispetto al Centrodestra. Per questo, nel mio affacciarmi ad un'esperienza di politica attiva, decisi di legarmi al Movimento dei Repubblicani Europei. Lo consideravo la "porta laica" all'Ulivo prima e al Pd poi.
Questo mi venne confermato al congresso del Mre a cui partecipai nell'ottobre del 2006 e che sancì l'attenzione del Movimento al solo progetto in costituzione del Pd come "nuovo soggetto politico di estrazione laica, cattolica, socialista, riformatrice". Pur precisando l'intenzione di non confluire in modo anonimo e indistinto ma esserne artefice e cofondatore. Il clima era comunque pesante e Luciana Sbarbati non mancava di sottolineare come "dentro all'Ulivo c'è chi ci vuole male". Il nome non lo diceva apertamente, ma venne poi precisato alla direzione del movimento stesso: "Francesco Rutelli ci vorrebbe fuori". Due anni dopo, nonostante una posizione attendista del Mre nella fondazione del Partito democratico, alle elezioni politiche l'allora partito di Veltroni riconosce due seggi senatoriali all'interno delle proprie liste a Luciana Sbarbati e ad Adriano Musi. Niente male per una formazione che aveva raggiunto, nelle consultazioni del 2006, lo 0,15 per cento dei consensi.
Ma proprio a partire da qui si innesta la marcia indietro. Il segretario nazionale, Luciana Sbarbati, capisce che alle Europee non potrà rivendicare un europarlamentare, non manda giù la soglia di sbarramento inserita nella legge elettorale e, nel frattempo, i rapporti con il Pd delle Marche si vanno logorando.
La diretta conseguenza è il congresso del 2009: una frenata rispetto al Pd e la riapertura a colui che, negli organi del movimento, era fino al giorno prima l'innominabile: Francesco Nucara. Nei suoi confronti e del suo Pri c'era sempre stato un veto ripetuto a sfinimento: finché non si stacca dal Centrodestra dialogo impossibile. E invece...
Fu quel giorno, l'1 marzo 2009, che capii che la mia storia nel Mre era finita. Non era più il MOVIMENTO Repubblicani Europei, ma sempre più il MARCHE Repubblicani Europei. Perché solo di quella regione, quella di Luciana Sbarbati, si rincorrevano gli interessi. Ed inoltre l'opportunità politica aveva definitivamente lasciato il passo all'opportunismo.
Pochi mesi dopo, il congresso regionale del Mre sanciva lo scioglimento delle "Cinque Edere" in Emilia Romagna e la nascita di un'associazione culturale - Azione Repubblicana - vocata alla "contaminazione", attraverso i temi che poco fa citavo, dell'alveo politico riferibile al Pd. Un passo sancito da una mozione che mi vide primo firmatario e che raccolse un'amplissima maggioranza dei delegati. Solo quattro votarono contrariamente, precisando però di non voler rinunciare al progetto del Pd "ma di voler rimanere nel Mre fino alla fine".
Ora quella fine, non me ne compiaccio, è vicina. La battaglia per cui era nato il movimento delle Cinque Edere, cioè ricomporre la diaspora repubblicana nel Centrosinistra, è definitivamente sfumata. Luciana Sbarbati dichiara a Ravenna di voler prendere parte alla costituente di Centro. Per ora ha aderito al gruppo Udc-Svp-Io Sud a Palazzo Madama. E, assieme all'amico-nemico Giorgio La Malfa, la danno ora vicinissima all'Api del tante volte vituperato Francesco Rutelli.
Per partecipare a quella operazione politica dove aspetterà, a mio avviso inutilmente, l'ineffabile Nucara. Che invece rimarrà saldamente legato all'unico che può garantirgli, con certezza, un posto al sole: Silvio Berlusconi. Cosa che, nel suo inconfondibile calabro-politichese, ha ribadito anche a Ravenna. 
Un quadro che, inevitabilmente, mi porta ad una serie di domande. Che fine ha fatto la difesa strenua dell'idea di sinistra democratica, eredità politica di quell'Ugo La Malfa di cui ci si è sempre vantati di essere i depositari? Quale laicità può garantire una formazione come quella di Casini, che presto riuscirà ad accorpare i transfughi o ripudiati dei due poli principali? Quale idea di Paese può unire Paola Binetti e Valerio Zanone, passando per Tabacci attraverso Giorgio La Malfa e Cuffaro?
La risposta che mi sono dato è molto semplice. Per non capirci nulla, sono felice di aver inseguito il primo valore che dovrebbe essere caro a un repubblicano, ma che troppo spesso è stato tradito: la coerenza. Per questo parteciperò il 10 giugno a "Pensiero e azioni per un'altra Italia", il convegno promosso a Roma da Giovane Europa e che vedrà Adriano Musi, Enzo Bianco e Mauro Marino confrontarsi in un dibattito a cui parteciperà anche Domenico Proietti (seg. conf. Uil) e moderato da Adolfo Battaglia. A concludere i lavori sarà Pierluigi Bersani. Da Ravenna e dall'Emilia Romagna non sarò l'unico ad aderire. Sono in molti, soprattutto giovani, a farsi le domande che elencavo. E a trovare la mia medesima risposta.
Andrea Tarroni
resp. Lavoro e Welfare Giovani Democratici E-R