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Edera Rossa : Carceri , proposte di amnistia e diritto repubblicano

Il passaggio da uno stato monarchico ad uno stato repubblicano non necessariamente coincide con una compiuta visione repubblicana dello stato.

. Così come, talora, accade che il vecchio stato nel farsi stato moderno, non modifichi la qualità del potere , ma si limiti a trasmettere al popolo i poteri che furono del monarca assoluto senza modificare la qualità degli stessi

Credo sia anche per questo che nella nostra Costituzione permangono istituti quali quello dell’amnistia , dell’indulto e della grazia. Credo che la pietas repubblicana non consista nel perdono generalizzato e casuale delle pene o nella cessazione dell’ esistenza di reati già accertati od in corso di accertamento. Penso che la giustizia repubblicana consista nella mitezza delle pene e nella certezza della loro esecuzione; e consista anche nella civiltà e nella mitezza non solo dei tempi delle incarcerazioni , ma anche dei modi con i quali le stesse vengono svolte.

Trovo quindi siano altrettanto inconciliabili con una idea repubblicana di giustizia sia una amnistia od un indulto ( di cui gode oggi Tizio, ma non ne godrà Caio che commetterà lo stesso reato tra un mese , come non ne ha goduto Sempronio che è uscito dal carcere un mese fa) ; ma sia altrettanto inconciliabile con una idea repubblicana di giustizia l’attuale stato delle nostre carceri.

Credo quindi si debba individuare un altro strumento per rendere meno grave l’attuale situazione carceraria che non ricorrere ad amnistie od indulti, istituti che finiscono col creare malessere nella società che vede uscire dal carcere anche chi vi è appena entrato o si vede svanire un processo dal quale dei cittadini attendevano giustizia. Penso sia un’altra la strada da battere , una strada che non faccia uscire dal carcere in maniera casuale chi si trova al suo interno , ma sulla base del periodo di carcerazione svolta e sulla base delle condizioni nelle quali è avvenuta la carcerazione stessa.

Se poi vi sono altri problemi ( l’alto numero di processi pendenti tale da impedire che comunque si pervenga alla fine dei processi, l’eccesso delle pene carcerarie rispetto alla possibilità di pene alternative, l’impossibilità finanziaria di creare nuove carceri , od altro) lo si dica e si trovino strumenti razionali rispetto al problema indicato e non ci si nasconda sotto l’ala della vera o presunta pietà , laica o religiosa che sia , nei confronti dei carcerati per affrontare problemi che andrebbero comunque risolti.

Penso sia possibile stabilire dei criteri di qualità della carcerazione che si basino su parametri di civiltà propri dell’Europa occidentale e si possa stabilire ( per legge ordinaria e con continuità di azione ) chi e per quanto tempo di carcere ha sottostato ad una carcerazione al di sotto di detti parametri . Si proceda quindi ad una scarcerazione anticipata sulla base di un rapporto stabilito ( ed analogo per tutti i carcerati, a partire dal momento dell’entrata in vigore della legge in questione ) tra anni carcere svolto/ anni pena da scontare e qualità standard/ qualità effettiva dello svolgimento della pena.

Vi saranno così delle scarcerazioni non sulla base della casualità di un indulto ( nelle Repubbliche non viene meno la certezza del diritto per la nascita d’un sovrano o per il matrimonio di un altro) , ma sulla base del diritto/dovere di un condannato di sottostare ad una pena giusta che non comprende anche l’obbligo di sottostare a condizioni incivili di vita comportanti quelle situazioni che non occorre star qui a descrivere.

Credo che anche gran parte dell’opinione pubblica comprenderebbe meglio un meccanismo del genere che non una indiscriminata amnistia, meccanismo che credo avrebbe, tra l’altro, anche il vantaggio di fare di una situazione carceraria più civile un obbiettivo con maggior possibilità di coinvolgimento dell’intera cittadinanza.

Un coinvolgimento che doverebbe portare ad un sistema carcerario nel quale non siano necessarie scarcerazioni preventive a causa della cattiva qualità delle nostre carceri; ma , altresì, capace di portar a trovare tutte quelle soluzioni capaci di promuovere alternative al carcere ed a creare, comunque, quelle attività al suo interno che favoriscano un reinserimento effettivo al momento dela fine della carcerazione.

Mazzini invitava, in una sua lettera, un fanciullo a non tenere in gabbia un uccellino, perché egli, che pur provò la situazione carceraria, pensava a cosa questa significasse per gli uomini che vi erano sottoposti. Credo che l'idea mazziniana di educazione - che nasce anche dall'esempio - debba passare anche per un sistema carcerario che sia portatore di comportamenti virtuosi anche nei confronti dei carcerati.

EDERA ROSSA

 

Antares : Dignità dei detenuti ma durezza e certezza della pena.

Carissimi amici repubblicani.
Innanzitutto tantissimi e laici auguri e buone feste a tutti voi.

Colgo l'occasione per riprendere un tema,evidenziato dal nostro amico Edera Rossa,sulla situazione delle carceri italiane.
Pur essendo d'accordo con Edera sulla questione che i detenuti devono essere trattati con dignità e non essere schiacciati come sardine in carceri ultra affollati,voglio puntualizzare un paio di concetti fondamentali.
Il concetto di giustizia non deve snaturarsi in una pietas generalizzata e in un buonismo a buon mercato,il fatto che,in Italia le carceri siano disumanamente sovraffollate non giustifica certo alcune iniziative dicutibili come,una amnistia,proposta da certa parte politica,o in altrettanti discutibili alleggerimenti delle pene ai detenuti,con l'impressione (fondata) che si ascolti troppo,gli accorati appelli di taluni sovrani teocratici.

Uno stato di diritto deve,sempre e comunque,garantire ordine,tranquillità e giustizia ai cittadini che ne fanno parte. Pena il rischio di perdere fiducia e credibilità,con il rischio concreto che si spolverino pericolose alternative alla giustizia ufficiale, che ricordano il far west.
Ancora una volta ricordo a tutti (e non solo agli amici repubblicani) che in Italia ci sono decine e decine di carceri mai entrati in funzione,alcuni di essi mai terminata la messa in opera,con due effetti negativissimi:
1) uno spreco di denaro pubblico
2) l'aggravamento della situazione delle carceri italiani oltre il collasso,con tutte le conseguenze,molto spesso tragiche,che ne conseguono.

Il concetto di stato repubblicano non deve,in nessun caso,essere confuso con un atteggiamento buonista e giustificativo da parte di chi,deve applicare le leggi penali,o,da parte di chi,le leggi deve elaborarle e votarle.
Giustissimo e sacrosanto chiedere autorevolmente che,i detenuti scontino la loro condanna,in condizioni dignitose e umane ma,è altrettanto sacrosanto esigere che,i detenuti scontino per intero la pena loro comminata.
I media ormai sfornano quotidianamente,o quasi,notizie di crimine efferati,atti di bullismo,razzismo,violenza di ogni genere e grado. Non ultimo l'arresto di alcuni nomi eccellenti per l'ennesimo scandalo nel mondo calcistico,conclusasi con la firma,da parte del giudice,di un procedimento che permette al calciatore in questione,di passare il natale in famiglia,dopo aver piagnucolato sulla sua innocenza.
Il giudice ha forse dimenticato,che il calciatore in questione,alla vista della polizia,ha tentato la fuga in mutande.

Ad arricchire ulteriormente la lista ci sono alcuni crimini commessi da "galeotti" che usufruendo di procedimenti buonisti
sono tornati a colpire,quando,bastava tenerli in carcere.
Il buonismo non è la risposta giusta da dare alla richieste dei cittadini che vogliono vivere in pace e tranquillità e la loro (nostra) richiesta sacrosanta,di chiedere alla giustizia di punire chi commette crimini e reati.
Una nazione democratica e libera ha come compito preciso,non solo garantire servizi e,assistenza,ma anche garantire la giustizia e rassicurare i cittadini residenti che,i delinquenti resteranno in carcere fino al termine della pena.

L'Italia è sicuramente una nazione libera,sovrana e democratica,anche se,la condizione delle carceri,assomiglia più a un regime borbonico reazionario che a una Repubblica democratica.
Quindi è indispensabile: non solo, aprire e mettere in funzione le strutture carcerarie pagate dai cittadini e  scandalosamente mai entrati in funzione,per il lassismo della burocrazia e dei vari sindaci,consiglieri,presidenti di regione etc... Ma sopratutto e in particolar modo,cancellare tutti quei permessi premio,buone condotte,libere uscite vigilate e,se necessario,gli arresti domiciliari,in favore della certezza della pena e della certezza che,il delinquente DEVE scontare la pena nelle strutture adatte quali sono i penitenziari,senza che gli stessi trabocchino in maniera vergognosa.
Il condannato DEVE scontare la pena integralmente all'interno del carcere,senza avere la possibilità di usufruire di articoli buonisti che pregiudicano la serietà dello stato in questa ottica.
E' indispensabile sopprimere tutti quegli "escamotage" che rendono la giustizia,agli occhi dei più,ridicola e buffonesca.
Lo stato deve stare al servizio dei cittadini,così come la giustizia,o altrimenti si ha la sensazione che chi governa non abbia la "schiena dritta" e che la stessa non l'abbia la giustizia.

Sarebbe utile che anche i detenuti evitino scenate e lacrimoni facili per commuovere i più. Un po' di dignità nell'affrontare il carcere sarebbe cosa assai gradita.
Faccio una richiesta esplicita: si sopprimano immediatamente,permessi premio,libertà vigilata,sconti di pena,buona condotta,arresti domiciliari,pene alternative,indulti e richieste di amnistie.
Si mettano a regime tutte le strutture penitenziarie mai entrate in funzione o mai terminate di edificare.
La giustizia non può essere buonista o ridicola,o si ha coraggio, determinazione e serietà,o ci si prende solo in giro.

ANTARES.