IL CONFRONTO CON GLI AMICI DI CONCENTRAZIONE DEMOCRATICA
La minoranza del PRI che ha sempre contestato l' appoggio di quel partito al governo Berlusconi e promosso un' integrazione nel terzo polo ha costituito come abbiamo riportato in un' altra discussione , un' associazione , aperta anche a chi non è iscritto al PRI denominata Concentrazione democratica. Il presidente della stessa Paolo Gambi ha lanciato un appello ai repubblicani per riprendere il “sogno” di una presenza repubblicana . Riportiamo qui di seguito l' appello e alcuni commenti di nostri amici apparsi sul gruppo di discussione di FB “Repubblica e Progresso”
L'APPELLO DI PAOLO GAMBI
Cari Amici Repubblicani,
insieme a molti amici di diverse parti d’Italia, abbiamo deciso di costituire una Associazione che abbiamo chiamato “I Repubblicani – Concentrazione Democratica”.
Come recita il nostro Statuto, “l’associazione ha natura politica e culturale, non ha fini di lucro e intende promuovere ogni iniziativa per: riaffermare e diffondere l’identità e la tradizione politica del movimento dei Repubblicani Italiani e, più in generale, della tradizione politica della cultura democratica italiana; contribuire a riorganizzare la loro azione e la loro presenza nella società italiana.”
La nostra Associazione non nasce contro qualcosa o contro qualcuno.
Ricostruire il “senso” della presenza dei Repubblicani in Italia è obiettivo troppo importante, per noi, per essere assecondato a logiche di corrente, a personalismi, a tutele, a difese di un qualsiasi “orticello”.
Essa nasce per coltivare un “sogno”.
La nuova fase politica, apertasi nel nostro Paese con la nascita del Governo Monti, la cui attività ed il cui spirito sosteniamo con convinzione, potrà e dovrà cambiare il volto politico dell’Italia per adeguarlo, finalmente, alle nuove sfide che la tremenda crisi italiana ed europea ci obbliga a fronteggiare.
Noi crediamo che questa nuova stagione politica, anche attraverso l’impulso del Governo, non debba limitarsi alla fase del superamento dell’emergenza, ma debba, invece, caratterizzarsi come un’autentica fase di responsabilità e di ricostruzione nazionale, capace di ridefinire, insieme, l’efficienza dell’azione di governo ed il ruolo dei partiti nella società italiana.
Noi crediamo, dunque, che essa debba produrre un profondo, quanto necessario, rivolgimento dell’assetto politico ed istituzionale della nostra Nazione.
Noi ci sentiamo all’altezza di questa sfida!
Il “sogno” che coltiviamo è quello di riconsegnare il mondo repubblicano al proprio alveo naturale: quello di una cultura riformatrice, di progresso, portatrice di una democrazia laica e liberale, che rappresenti un elemento di qualità e di competenza e che, per questo, non può riconoscersi nel populismo, nella commistione di interessi e nelle pulsioni secessioniste che hanno caratterizzato diversi settori della politica italiana.
Non vogliamo fare gli spettatori del cambiamento e non vogliamo accontentarci di “sopravvivere”, ma, in sintonia con la nostra storia, vogliamo esserne i promotori, indicarne le direttrici, esserne al suo interno e, dunque, contribuire a definirne gli equilibri, senza attendere riconoscimenti esterni o senza sperare che questo possa avvenire facilmente.
Il momento di agire è adesso, non fra un mese, non fra un anno!
Ed ecco perché abbiamo deciso ora di costituire la nostra Associazione, che abbiamo voluto e vogliamo inclusiva, senza steccati, senza ordine di appartenenza.
Ogni Repubblicano ha bisogno degli altri Repubblicani, oggi più che mai!
Noi con la nostra iniziativa vogliamo dare, con umiltà, ma anche con orgoglio, il nostro contributo.
Il Presidente
Paolo Gambi
Roma 21. 01. 2012
COMMENTI
Massimo Toso
Documento molto interessante: come si può non essere d'accordo con chi afferma che i Repubblicani che possono e non debbono avere nulla a che fare con la destra affarista, populista e secessionista?
MC
Gli amici di concentrazione democratica hanno sviluppato già da prima della fondazione della loro associazione una coerente battaglia contro l'omologazione del PRI al populismo e all' illegalità che ha contraddistinto la fortunatamente conclusa esperienza di governo , il sogno di “... riconsegnare il mondo repubblicano al proprio alveo naturale: quello di una cultura riformatrice, di progresso, portatrice di una democrazia laica e liberale, che rappresenti un elemento di qualità e di competenza e che, per questo, non può riconoscersi nel populismo, nella commistione di interessi e nelle pulsioni secessioniste che hanno caratterizzato diversi settori della politica italiana. “ è sicuramente condivisibile al di là di una qualche scelta termionologica. L' iniziativa del sito novefebbraio e dell' associazione Repubblica e Progresso sono nate per questo e già dalle pagine di facebook, - ma non solo- stiamo promuovendo un confronto , rispettoso e proficuo.
Ritengo, (e parlo a titolo personale gli altri amici di ReP se vorranno aggiungeranno le loro opinioni , il gruppo di discussione serve proprio a questo) che concentrazione democratica dato anche l' alto livello intellettuale degli amici che la compongono potrà sviluppare un approfondimento sui valori della panoplia repubblicana e la loro attualizzazione su cui quel sogno si potrà realizzare. Proprio gli amici che sono ancora nel PRI possono testimoniare come unificazioni e “assembleggi” sulla base di generici richiami all' orgoglio repubblicano , non portino necessariamente a buoni risultati.
Certo sia dalla frase della lettera di Gambi che abbiamo riportato , sia dal pieno appoggio al governo Monti alcuni di questi valori sono individuabili , ma altro potrebbe essere approfondito.
Come si può leggere dai nostri documenti Repubblica e Progresso cerchiamo di sviluppare le risposte che vengono dalla nostra tradizione per gli attuali problemi della disuguaglianza e dei correttivi ai meccanismi del mercato, e ciò sia di fronte alle esperienze nazionali che internazionali.
Pertanto terreno di discussione , confronto e reciproca contaminazione con gli amici di Concentrazione Democratica ce n'è tanto, forse anche troppo tenuto conto del poco tempo che ciascuno di noi riesce a strappare al lavoro e alla famiglia.
Ma come repubblicani siamo abituati alle sfide difficili . Facciamoci reciprocamente dei fraterni auguri di buon lavoro
EDERA ROSSA
sarò forse maniaco , ma beato il giorno in cui i repubblicani sostituiranno all'aggettivo" liberale" quello "democratico". Continuo a credere che sia stato un errore di fondo quello di guardare al repubblicanesimo come ad una componente di un generico pensiero liberal-democratico e non come agli eredi di quella scuola democratica che si è ben distinta , e non di rado contrapposta, alla scuola liberale.
Comunque fa sempre piacere che amici già con il centro-destra facciano un importante passo indietro ( che in questo caso è il modo migliore per fare un passo avanti). Ma credo che occorra cercar di sforzarsi di capire che quella scelta non è stata tanto, o quantomeno non tanto, frutto di posizioni personalistiche , ma è stata conseguenza di unai impostazione che era andata maturando nel corso del tempo. Ed è su questo aspetto che credo occorra discutere, discutere, discutere
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EDERA ROSSA : REPUBBLICANI E LIBERALI
Credo che la stessa svolta di bari con cui il PRI decise di appoggiare Berlusconi nel 2001 vada vista come il frutto di una modifica del repubblicanesimo che veniva da lontano. Credo sia stato un errore , da parte di noi che fummo contrari, considerarla solo come il frutto di una posizione personalistica di giorgio la malfa, credo che per ricostruire il futuro occorra partire da una analisi sul rapporto tra repubblicanesimo e scuola democratica ( e non genericamente democratico-iberale) che parta da lontano.
Non dimentichiamo che Ugo La Malfa non solo considerava il Pri l'altro polo della sinistra, ma considerò l'ingresso di ex liberali nel Pri ( penso ad esempio a Democrazia '67) non come una occasione per rivedere le nostre posizioni, ma come il segno della vittoria della scuola democratico repubblicana su quella liberale ( credo abbia addirittura parlato di nemesi) . Non solo in economia la nostra storia è ben diversa da quella liberale , ma anche nei rapporti tra stato e chiese al nostro essere democratici, ed ancor più se mazziniani, non basta il cavouriano "libera chiesa in libero stato" , siamo per le libere chiese in stato sovrano, ma siamo anche non per una laicità intasa come una torre d'avorio rispetto allo svolgersi del dibattito nelle e fra le religioni, ma , non confondendo il ruolo di un partito con quello doverosamente laico dello stato, siamo per tradizione sensibili a tutto ciò che migliora il cammino dell'umano progresso , anche all'interno del pensiero religioso, anche tra le fila dei nostri avvesari.
Non siamo nè liberali, nè liberisti. Personalmente condivido con Cattaneo '"idea che " i diversi modi di lavorare la terra richiedano diversi modi di possederla"; con tutto l'allargamento di campo che questa affermazione comporta. Ma se debbo essere costretto a stringere in un solo pensiero economico le necessità del presente torno al mazziniano "capitale e lavoro nelle stesse mani", non per paternalistica limitata partecipazione , ma per piena proprietà di chi lavora in una certa azienda, spronando tutti a lavorare al meglio; unendo libertà e socialità, affrontando con antica novità il problema delle aziende in crisi ed il problema della partecipazione ai sacrifici ( che può comportare il rischio di perdere il posto di lavoro) sapendo che quei sacrifici potranno creare un futuro mogliore prima di tutto per chi li sopporta in prima persona. E qui mi fermo , perchè mi sembra di essere stato anche troppo lungo e chiedo venia.
... Per dire quanto siamo lontano dal pensiero liberista, si pensi alla posizione del repubblicanesimo storico in materia di successioni ereditarie. Il Pri non solo era per imposte fortemente progressive sulle eredità, ma era nche per una possibile limitazione dell'estensione delle stesse. Tutto sommato, anche un liberale un pensierino in proposito dovrebbe farlo. Se è la concorrenza a far avanzare il progresso ( diamo per un attimo per valida questa affermazione che pur non ci appartiene) , allora maggiori saranno quanti possono partecipare alla competizione migliori saranno i risultati della stessa . E che competizione, effettiva ed abituale , vi può essere tra chi è nato straricco e chi è nato povero? Le imposte sulla successione ( oltre a permettere di attingere a dove vi è di più) possono svolgere un, magari limitato viste le attuali forze in campo, ruolo anche in questo senso; si aumentino le percentuali sulle successioni e si aiuti la ricerca, si aiutino gli studi dei più meritevoli, specie se bisognosi; non solo si farà un'opera di giustizia ma si colleborerà a creare un futuro migliore per tutti. Credo che si debba tornar a discutere delle ragioni fondanti di un pensiero politico
EDERA ROSSA
Continua il confronto su Repubblicanesimo e liberal democrazia
Crescenzo G.
…l’dea della costituzione di un polo liberal-democratico è vecchiotta . Aveva una sua giustificazione negli anni 70, quando nel panorama politico culturale c’era una forte presenza della cultura marxista e della cultura cattolica, riproporla oggi, in una fase politica in cui,più o meno tutti, da Casini a Berlusconi si definiscono liberal-democratici , non mi sembra una proposta originale, né caratterizzante. Tra l’altro,elettoralmente, ogni volta che con questa proposta è sorto un soggetto politico, esso non ha avuto mai un riscontro significativo in termini di consensi elettorali. Allora è meglio ritornare ad essere quello che sempre siamo stati; un partito di frontiera , DEMOCRATICO LAICO E RIFORMISTA, specificando che il nostro laicismo non consiste tanto in un antiquato e ottocentesco anticlericalismo ma essenzialmente nella capacità di affrontare razionalmente i problemi senza pregiudizi ideologici .
Claudio Chiocchiarello
Credo che indipendentemente dal nome, è urgente in Italia a prescindere dal sistema elettorale creare tre grandi famiglie: quella popolare, quella socialista, e quella liberale, democratica, progressista, riformatrice, o mi sbaglio?
Crescenzo G.
Claudio, tranne il corpo elettorale, nessuno ha il potere di far nascere in Italia le famiglie politiche a cui tu accennavi..Quello che invece possiamo e dobbiamo fare, da laici, è costruire, con il metodo democratico e la ragione, una nostra visione delle soluzioni da adottare per affrontare i problemi del paese. Democratico, laico e riformatore dovrebbero a mio parere veicolare questa nostra idea. Questo è naturalmente solo la mia opinione.
MC
A me sembra che l'amico Crescenzo si ricolleghi in qualche modo ( in quale in particolare ce lo dirà lui) a quanto espresso da Edera Rossa nel commento alla lettera di gambi ; non dare , cioè per scontato che la nostra scuola di pensiero Democratico laico Riformista si debba identificare sic et simpliciter con quella liberale . Ovviamente non c'è una contrapposizione neppure lontanamente paragonabile a quello con il fascismo, lo stanilismo o il clericalesimo (di qualsiasi religione) , ma come si chiede giustamente Crescenzo ci giova veramente non presentare il nostro pensiero autonomamente ? Ora tutti si dicono liberali e liberal democratici , un certo culto della mano invisibile del mercato ha dominato dagli anni 80, Ora viene messa in discussione il concetto di disuguagliana è una delle chiavi intepretative che si sta diffondendo in tutto l' occidente , e forse il liberalismo non è la categoria ideale per affrontare il problema , dopo che quanto meno alcune sue declinazioni il problema l' hanno causato. Vogliamo lasciare questo ruolo al cattolicesimo sociale o ai restauratori di un marxismo più che affondato ? Sul nostro piccolo sito abbiamo provato a raccoglier ei valori repubblicani che si distinguono dal liberalismo , ma questo discussioni arricchiscono certo il dibattito