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IL FALLIMENTO DI BRUNETTA

Fra poco ci sarà il secondo anniversario del ministero di Brunetta, è uscita un indagine  sulla scontentezza degli italiani della burocrazia : qualcuno si è accorto che è migliorata ?

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201003articoli/53363girata.asp

 

La cosa più agghiacciante è che dopo 13 anni dalle riforme “Bassanini” alcuni punti cardine  di quella unica e vera riforma della PA, come l’ autocertificazione sono ancora ampiamente inapplicati. Immagino che tutti coloro nella ricerca citata dalla Stampa che si sono lamentati di ritardi e poca trasparenza non siano riusciti a utilizzare lo strumento del “responsabile del procedimento”, per non parlare della proibizione di chiedere al cittadino un certificato già in possesso dell’ amministrazione.

Bassanini partì dalla riforma delle procedure , questo ministro grondante odio e rancore è partito dall’ assenteismo con provvedimenti incapaci di distinguere fra situazione e situazione , colpendo alla ceca tutto e tutti . Norme anti corruzione ? Norme per ridurre la psesa in beni e servizi che come dice Bersani è aumentata di svariati miliardi di euro ? E chi l' ha viste?

Non solo non si è guardato ad una semplificazione delle procedure,( se le procedure sono assurde , non si semplificano certo se tutti gli impiegati vengono a lavorare , anzi in qualche caso **….), ma non si è badato neppure a che le riforme passate fossero applicate.

 NB ** ad esempio prima di chiedersi se la gente va a lavorare in qualche caso bisogna chiedersi perchè si è deciso di farla lavorarare

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/18/news/sicilia_al_museo_pi_custodi_che_visitatori_record_a_ravanusa_dieci_addetti_zero_biglietti-2729313/

 

 

BRUNETTA OLTRE L'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

 

  Evidente crisi di nervi del ministro Brunetta , interessante la solidarietà del mondo camerale (che tradizionalmente non è un covo trozkista) col giornalista aggredito verbalmente

(ASCA) - Roma, 8 giu - Attacco frontale del ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta al Corriere della Sera e al giornalista ed ex vice direttore, Dario di Vico. Nel suo intervento il ministro rivolgendosi diverse volte al giornalista, presente sul palco per una tavola rotonda, nell'ambito dell'Assemblea Unioncamere, lo definisce ''fazioso'' accusando il quotidiano di ''non raccontare sempre la verita'''

Pronta la risposa del giornalista che, riferendosi al precedente annuncio del ministro che aveva evidenziato che quest'anno la crescita ''sara' tra l'1,3% e l'1,5%'' rivendendo cosi' le stime del pil, gli dice: ''grazie Renato che ci hai dato la notizia, cioe' che la riforma fiscale non si fara' visto che hai annunciato una crescita tra l'1,3% e l'1,5%''.

Brunetta, allora, perde le staffe e replica: ''la riforma fiscale si fara', lo vedrai nei prossimi giorni, nonostante il tuo giornale e i tuoi pregiudizi''.

De Vico dicendosi ''non interessato'' alla polemica lascia la sala e, sfilando, nei corridoi di palazzo Colonna dove si svolgeva l'assemblea dei presidenti delle camere di commercio, viene applaudito dai presenti. In molti, infatti, si alzano per stringergli la mano.

''Dario scriverai qualcosa domani'?'' gli chiedono i colleghi giornalisti presenti. ''No - risponde - non ne vale la pena''.

http://www.asca.it/news-UNIONCAMERE__POLEMICA_DI_BRUNETTA_CON_CORRIERE_E_GIORNALISTA_DI_VICO-1024350-POL-.html

IL Carico di procedure sulle imprese: qualcuno avverta Brunetta

Qualcuno avverta Brunetta che nella PA essitono problemi indipendenti dall' assanteismo

Il grido di dolore sugli adempimenti burocratici per le imprese da parte di chi è stato ministro dell' economia per circa 7 degli ultimi 10 anni, ci fa ricordare che esisterebbe anche un ministro per la Pubblica Amministrazione e l'innovazione

Dice il sole 24 ore "sotto la lente, prima di tutto, l'attuale intreccio tra diversi regimi, adempimenti e relativi oneri amministrativi e burocratici, a partire dalla quantità di moduli che si abbattono su imprese e lavoro autonomo. "

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-21/troppi-controlli-imprese-063641.shtml?uuid=AatTWjQD

Ora non ci voleva un genio a capire che l' assenteismo e persinao la produttività del pubblico impiego sono problemi marginali di fronte ad una regolamentazione assurda farraginosa e contraddittoria. Qualcuno se la assume la responsabilità di aver affidato da tre anni il problema ad un esagitato che pensa di risoovere tutto con i metodi da caporale di giornata.

2011: Tre adempimenti fiscali al giorno . E Brunetta che fa ?

Allegre partite IVA che avete applaudito il ministro Brunetta che fa lavorare i fannulloni, quest' anno ci sono 3 adempiemnti fiscali al giorno. Certo è colpa di Tremonti , ma il ministro che aveva promesso di liberare il paese dal peso della burocrazia che ne pensa ? 

Da "La Stampa"

Il Fisco italiano non vi scorda mai, soprattutto non vi abbandona: sono ben 694 gli appuntamenti con le tasse nel corso del 2011, quasi tre al giorno: una frequenza pari a 2,75 per ciascuno dei 252 giorni lavorativi dell’anno. Li ha contati la Confesercenti, compilando in uno studio un elenco di tutti gli adempimenti fiscali che attendono al varco il contribuente italiano.
 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201101articoli/62535girata.asp

affonda la commissione Brunetta per la Pubblica Amministrazione

Uno dei perni della cosiddetta riforma Brunetta doveva essere la "Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche" (CEVIT), era già entrata in crisi quando il suo presidente Martone era stato coinvolto , senza essere indagato , nella inchiesta P3

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/eolico-miller-caliendo-martone-p3-470413/

Ora riceve un colpo molto più forte dalle dimissioni di uno dei suoi componenti Pietro Micheli,(che svolge analoghe incombenze per il governo Britannico)  che ella sua lettera denuncia le deficienze dell' impianto della commissione stessa , smascherando tra l' altro la beffa della retorica sulla tanto declamata lotta all' assenteismo, adombrando l' ipotesi che in realtà sia stato più un danno che un beneficio

 L'assenteismo si è ridotto, ma «ha finito per deprimere la reputazione e il senso di appartenenza di tanti», denuncia Micheli. Che tornelli e telecamere non basteranno a rimotivare. «Per rendere la PA più efficiente e competitiva bisogna risolvere i problemi a livello organizzativo e di sistema» suggerisce l'ex membro della Civit «puntando sulla creazione di valore pubblico e la valutazione degli impatti dell'azione amministrativa».

denuncia ancora le pesanti interferenze governative sulla gestione dei fondi e sull' esenzione dalla valutazione di pezzi "amici" dell' amministrazione

Per chiarire la sua scelta ricorda anche le difficoltà. La Commissione non ha potere ispettivo né sanzionatorio, come il National Audit Office inglese che ha un organico di 800 persone contro le 12 di quello italiano, senza sede propria ma ospitato dagli uffici dell'Aran. La commissione è indipendente solo sulla carta: «Le ingerenze della politica sono fortissime - racconta Micheli - ha un budget di 8 milioni di euro l'anno: la metà va a progetti vagliati da Brunetta e dal ministero dell'Economia». E ricorda che «oltre alle pressioni su come usarli, i fondi stanziati per il 2010 non sono ancora allocati».

Ruolo e compiti si sovrappongono a quelli di altri soggetti che interagiscono con la PA, come la Ragioneria dello Stato. Non manager ma soprattutto giuristi i suoi membri, la cui indipendenza è minata dal fatto che «il governo si riserva di determinare nomine, compensi e ambiti di operatività». E nei prossimi mesi - prevede Micheli - ci sarà un fuggi-fuggi dei ministeri dalla valutazione dei dipendenti, come già è accaduto con l'autoesclusione della presidenza del Consiglio e del ministero dell'Economia.

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/15/news/brunetta_civit-11246926/

 ecco la riproduzione integrale della lettera ,

http://cambiamentoorg.blogspot.com/2011/01/pietro-micheli-si-dimette-dalla-civit.html

Brunetta usa il sito del ministero per un suo interesse privato

Non sappiamo se le voci di una excort su Brunetta sia vere o no, quello che è vero che il ministro ha utilizzato per la sua legittima confutazione il sito istituzionale del ministero ,

http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/novembre/11-11-2010-brunetta-replica-a-l-espresso.aspx

le vicende, se vere, sarebbero avvenute fuori dalle sue competenze ministeriali addirittura in un periodo precedente. Ma se l' avesse fatto un funzionario o un dirigente pubblico ?

sono domande che si pone il fatto quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/12/brunetta-e-i-doveri-degli-altri/76598/

con l' occasione ricordiamo che mentre il ministro nemico dei fannulloni si occupa di queste sue vicende il percorso della semplificazione amministrativa non è ancora iniziato.

Il sole 24 ore , che certo non ha mai criminalizzato il ministro ricorda un punto emblematico degli ingorghi aministrtivi

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-11-08/revisore-comune-controlla-volte-064000.shtml?uuid=AYY0AzhC&fromSearch

90 MILIARDI FERMI E IMPRESE IN FUGA

A due anni e mezzo dall' insediamento di Brunetta , dalle sue roboanti promesse di rivoluzionare la pubblica amministrazione ecco due recenti articoli, 90 miliardi di investimenti fermi  per la burocrazia e imprese in fuga , in Svizzera o Slovenia per i benifici fiscali ma anche per sfuggire alle lentezze della nostra amministrazione.

Che alla fine anche il nostro quasi premio nobel ( è un opinione che il minsitro ha espresso su se stesso) si convinca che le regole da campiare non sono solo quelle dell' impiego pubblico, che si decida a fare il ministro e non il capo del personale ?

 http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201010articoli/59642girata.asp

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201010articoli/59539girata.asp

la voce : la PA allo sfascio fra Brunetta e Tremonti

 La voce.info mette in luce le contraddizioni fra la manovra Tremonti e le intenzioni delle (proclamate) riforme di Brunetta , le riduzioni lineari infatti possono solo deprimere la Pubblica amministrazione , specie quelle sulle spese di formazione e i rimborsi kilometrici
 
 
Su quest’ ultimi poi sarebbe bene mettere in meglio in luce la contraddizione con l’ analisi sulle auto blu e grigie ( le auto di servizio senza autista) .
 
 
Come si può vedere queste ultime ( auto grigie ) hanno un costo di 18.000 euro l’ anno con un kilometraggio di 11.000 kilometri l’ anno, costo/km 1,59 euro. I dipendenti sono rimborsati quando usano la loro auto con 1/5 del costo di un litro di “verde” , poco più, quindi di 25 centesimi. E’ ovvio che data lì incidenza dei costi fissi il maggior utilizzo di un auto grigia ne ridurrebbe il costo kilometrico, ma è anche ovvio quale sia lo strumento più economico che conviene utilizzare . Se abbiamo fatto bene i conti i Kilometri anno per arrivare a ad un costo di 25 cent dovrebbero aggirarsi sui 120.000
 
Su alcune cose le manovre vanno nella stessa perversa logica : i tagli lineare che non distinguono fra aree di spreco e amministrazioni funzionanti : il famoso provvedimento anti assenteismo ( taglio di stipendio agli assenti) colpisce sia l’ assenteista cronico sia chi fa un'unica assenza dopo anni di presenza costante.(questo sempre per ,motivare i migliori ovviamente)
 
Nella generale offensiva contro tutto ciò che è contatto dell’ amministrazione con l’ esterno e in particolare l’ estero si aboliscono le telefonate all’estero delle prefetture 
 

Però Brunetta si crogiola solo con l' assentesimo

 

 

Quando si fa ministro un fanatico che pensa che riformare la pubblica amministrazione significhi fare i dispetti agli impiegati pubblici ( molti dei quali se lo meritano per carità) non ci si può stupire se i problemi della burocrazia rimangono sempra uguali .O si crede che le 70 pratiche per aprire un offcina siano causate dall' assenteismo degli impiegati ?

 

LA CONFARTIGIANATO E I PERMESSI PER GLI EDIFICI INDUSTRIALI

Una licenza? Servono 257 giorni

L'Italia dei ritardi costa 1,8 miliardi di danni l'anno:
siamo al posto numero 143 sulla classifica di 181 nazioni

ROMA - Sportelli unici, pratiche in ventiquattr'ore... Sogno e promessa di tanti governi. Perché l’Italia è il Paese in cui per poter costruire un magazzino o un piccolo capannone industriale sono necessari in media 257 giorni a causa di procedure fra le più lunghe e complicate del mondo occidentale che collocano l’Italia al 143° posto su 181 Paesi. Negli Stati Uniti, per esempio, le autorizzazioni per tirare su un magazzino si ottengono mediamente in 40 giorni. I ritardi costano in termini di mancato fatturato 1 miliardo 811 milioni di euro l’anno. «Quando torneremo al governo dovremo fare una guerra contro la burocrazia» aveva annunciato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pochi giorni prima delle vittoriose elezioni politiche del 2008. Dichiarazione bellica ribadita dal premier a ridosso delle regionali di due settimane fa. Con queste parole: «La sburocratizzazione è uno degli impegni presi da tutti i candidati del centrodestra alle regionali. Uno degli obiettivi è consentire a un cittadino che voglia fare imprenditoria di mettere su la sua impresa in 24 ore».

Promesse non diverse da quelle del precedente governo di centrosinistra. Basta ricordare cosa disse Romano Prodi nella conferenza stampa del 28 dicembre 2006, quando indicò fra gli obiettivi del suo esecutivo quello di consentire la possibilità di «aprire un’impresa in un giorno semplificando le procedure burocratiche». Un’impresa in un giorno, «con un solo adempimento da fare in un solo ufficio», aveva rilanciato due anni fa il candidato premier del Pd Walter Veltroni. Sportelli unici, pratiche in ventiquattr’ore... Peccato che quella «guerra di liberazione delle imprese», che il Cavaliere aveva auspicato fin dalla sua «discesa in campo», nel ’94, l’Italia non l’abbia mai dichiarata davvero. Siamo infatti nel Paese dove le imprese per il pagamento di una fattura della pubblica amministrazione arrivano ad aspettare anche 600 giorni e dove per poter costruire un magazzino o un piccolo capannone industriale sono necessari in media 257 giorni a causa di procedure fra le più lunghe e complicate del mondo occidentale. Quest’ultima stima è della Confartigianato, che ha elaborato dati di Doing business 2010, la classifica della libertà economica che viene stilata ogni anno dalle strutture della Banca mondiale.

I 257 giorni necessari per ottenere tutti i permessi burocratici collocano l’Italia al poco invidiabile 143° posto su 181 Paesi, dietro tutti i nostri principali concorrenti. Alcuni paragoni sono decisamente avvilenti. Per esempio con gli Stati Uniti, dove le autorizzazioni per tirare su un magazzino si ottengono mediamente in quaranta giorni, anziché in otto mesi e mezzo come da noi. E tutto questo nonostante il numero dei passaggi burocratici sia superiore: 19 negli Usa contro 14 in Italia. Ma anche con il Regno Unito, dove bastano 95 giorni, oppure la Germania, trentesima nella classifica di Doing business 2010 con 100 giorni, o la Francia: 137 giorni. Ad avere tutti i via libera per costruire un magazzino si fa prima anche in Spagna, dove pure la burocrazia non è rapidissima (233 giorni). La differenza rispetto alla media dell’Ocse è di ben 100 giorni: 257 in Italia, 157 per i Paesi considerati più sviluppati. Ritardo, quello italiano, niente affatto gratis: ancora secondo la Confartigianato il costo che le imprese sopportano in termini di mancato fatturato raggiunge 1 miliardo 811 milioni di euro l’anno.

Per ciascuna nuova costruzione, ha calcolato l’organizzazione degli artigiani, la perdita è di 184.325 euro. In termini di occupazione, è come se ogni anno non venissero impiegate 10.420 persone. Chi ci rimette di più è il Nord, dove i ritardi dei tempi di costruzione imputabili alla burocrazia incidono per 880 milioni, contro i 284,6 del Centro e i 646,4 milioni del Sud. La Lombardia è la regione maggiormente danneggiata, con una perdita di 275 milioni l’anno, seguita dal Veneto, con 157 milioni, dall’Emilia-Romagna e dal Piemonte con 150, dalla Campania con 149 e dalla Sicilia con 140. C’è poi la Puglia, con 116 milioni, la Toscana (94) e il Lazio (93). Perfino il piccolissimo Molise, con i suoi 320 mila abitanti, perderebbe quasi 19 milioni di euro l’anno. Ma questo soltanto per la costruzione di un piccolo capannone o di un magazzino. Perché il costo complessivo della burocrazia per le nostre imprese è molto maggiore. La stessa Confartigianato lo ha quantificato in 15 miliardi di euro l’anno. Ovvero, poco meno di un punto di Pil.

Secondo un recente studio dell’organizzazione un sistema burocratico in linea con la media europea consentirebbe di aumentare la produttività del 6%. E scusate se è poco: negli ultimi 10 anni, secondo Eurostat, la produttività in Italia è cresciuta di appena l’1%. Dice sempre la Confartigianato che per aprire un’officina meccanica sono necessarie 76 pratiche burocratiche, mentre per un’impresa edile ne servono 73, per un ristorante 71, per una lavanderia 68, per un negozio di alimentari 58. Per non parlare dei costi. Sempre un rapporto di Doing business quantificava qualche anno fa in 5.012 euro la somma occorrente per avviare in Italia una qualunque attività economica, oltre a una trafila di 62 giorni di pratiche burocratiche. Negli Usa, invece, bastano 167 euro e tutto si esaurisce in quattro giorni. Come nel Regno Unito, dove però tutto costa un tantino di più: 381 euro, tredici volte meno che in Italia. Dove ancora stiamo aspettando il miracolo dell’impresa in un giorno.

 

 

Sergio Rizzo

UN COMMENTO DI ALCUNI AMICI

Su un sito , apolitico, ma che condivide con noi il metodo del confronto leale e rispettoso due amici di differente impostazione fra di loro, hanno testimoniato un certo miglioramento nei rapporti con PA, aggiungendo alcune brevi ma interessanti osservazioni

http://storiaepolitica.forumfree.it/?t=33027662&st=15

facciamo seguire l' ulteriore intervento del forumista Lucrezio

Per prima cosa sono contento che gli amici Lupo e Romeo abbiano trovato miglioramenti nei rapporti con la PA, in particolare l’ amico Romeo che abbia tratto giovamento dalla sanità Lombarda, meglio di quella Emiliana, Soprattutto sono contentissimo che non si sia trovato nella condizione di essere citato come testimone per l’ accusa ( o peggio gli Dei non vogliano, come parte lesa ) nel processo contro la clinica convenzionata con il sistema sanitario lombardo in cui, (sempre secondo l’ accusa gli imputati negano), si espiantavano organi ai pazienti per ragioni di fatturato e non mediche “"La mammella non rende moltissimo, pesco polmoni dappertutto"

http://ilgiorno.quotidiano.net/milano/2008..._primario.shtml

Per ora in Emilia Romagna casi simili non li abbiamo , e quando sarà approvata la legge sulle intercettazioni “chi ha avuto a ha avuto , chi ha data ha dato, compresi i polmoni.
A me invece sembra che da quando le poste sono state inserite nel gire delle “reti amiche ” di Brunetta funzionino peggio , purtroppo non è seguito nulla al’ annuncio sempre del Nostro delle pensioni pagate in Tabaccheria, perché era la volta che mia moglie smetteva di fumare. E' anch ecresciuta la farraginosità delle procedure richiesta da molti ministeri , ad inziare da quello degli esteri , e l'abitudine di dar espiegazioni solo per telefono , non per scritto , chè nulla possa essere utilizzato a difesa dell' utente. Comunque penso che nè io ne i nostri due amici saremmo considerati, da soli, un compione rappresentativo, per questo propnevo la lettura dell' articolo della stampa da cui sembrava non essere notato un miglioramento ( e neppure un peggioramento).

Non tutto comunque può essere ascritto a colpa del Renato il disastro della scuola con i genitori che comprano la carta igienica ( il consumo dei libri stava diventando preoccupante) , li è tutto un problema fra Gelmini e Tremonti. Mi sentirei invece di chiedermi perché mai il ministro che si propone come baluardo del cittadino contro le soperchierie della PA non ha fiatato quando in consiglio dei ministri è passato il provvedimento che porta un contributo di 30 + 8 euro per opporsi ad un ammenda , anche di valore inferiore , balzello difficilmente recuperabile anche in caso di vittoria

http://autoveloxko.blogspot.com/2010/01/ri...ra-si-paga.html

Certo non ci si poteva aspettare che si dimettesse : sembra che non si dimetta neppure ora che è stato bocciato ( non ho usato la parola che incomincia per trom faccio notare) al primo turno delle elezioni per il sindaco di Venezia , un ministro in carica , autoproclamato espressione dei milioni di persone per bene che si battono contro la “ sinistra di merda che deve andare a moriàmmazzata “ ( scusa Lupo ma ho dovuto citare l’ esponente del partito dell’ amore) , sconfitto da un dignitoso e semioscuro dirigente del PD di Venezia , torna a fare il ministro come se nulla fosse . E viva la dignità di Fitto !
Ma sto divagando: giustamente Romeo fa notare che le ASL non sono competenza del governo nazionale : almeno non dovrebbero . Purtroppo il governo “federalista” ha decso che le normative emanate dal Brunetta , da quelle sull’ assenteismo a quelle sulle procedure disciplinari, si applicano a tutte le amministrazioni , quale che sia la competenza amministrativa .
E qui veniamo al punto , nel mio pezzo precedente lamentavo che a parte la normativa sull’ assenteismo nulla è stato fatto per la riduzione dei consumi, per la lotta alla corruzione ( Luca Cordero di Montezemolo , noto bolscevico statalista, si è preso dell’ ignorante da Brunetta quando lo ha fatto notare) per la semplificazione delle procedure , anzi nulla si è fatto per l’ applicazione delle norme precedenti.
Con la consueta onestà intellettuale Lupo ammetteva che sarebbe ora di passare ad altro e che la lotta all’ assenteismo è solo una precondizione.
Io mi sentirei di dire che è una indispensabile norma di accompagnamento , ma il conceto è quello , solo bisogna vedere come al si fa , non è solo questione dei toni da crociata , è una scelta di politica normativa. Ho già detto che la prima mossa dell’ attuale ministro di chiedere un maggior intervento della guardia di finanza contro gli abusi è assolutamente giustificata e da lodare.
Il resto , a mio avviso, è sbagliato nell’ impostazione : visto che nella PA , l’ assenteismo è generalmente maggiore che in altri settori ora applichiamo normativa afflittive per tutti i pubblici dipendenti. Qualcuno mi sa dire che differenza concettuale c’è con le posizioni di certa sinistra : visto che l’ evasione è maggiore fra i lavoratori autonomi mettiamoci una tassa a tutti.
E si che il corrispondente degli studi di settore , per individuare i focolai di assenteismo patologico non sarebbero certo più complessi.
Non mi piace personalizzare troppo , ma vi assicuro che episodi personali e di personale osservazione potrebbero dimostrare emblematicamente come l’ idea di applicare la stessa norma a situazione differentissime , serva solo a omogeneizzare in basso ogni differenziazione positiva