Il partito dei padroni
Un saggio di denuncia non è esattamente una lettura estiva , ma a chi vuole alternare a gialli e fantascienza qualcosa di più impegnativo, consiglieremmo “il partito dei padroni” di Filippo Astone , saggista giornalista del periodico Mondo.
Il libro, che esplicitamente trae ispirazione dalla denuncia della classe imprenditoriale da parte di Ernesto Rossi in “i Padroni del vapore” (1955), è una pesante critica a quello che viene definito “uno dei più potenti partiti italiani”,.
Astone ne descrive la complessità burocratica e la capacità di influire sulla vita politica e sociale italiana , sino a considerare la presidenza di Confindustria “la quinta carica dello stato” , tra l' altro eletta con metodi molto bizantini, all' insegna della cooptazione, tanto da scontentare fortemente anche esponenti imprenditoriali, di successo, ma estranei alla “nomenclatura”
Una struttura che parla di modernità, dice Astone, ma è caparbiamente attaccata a pratiche di un capitalismo che si penserebbe superato.
Non a caso Astone inizia il suo libro con un agghiacciante racconto di una impresa di Perugia che con il sostegno della locale confindustria e il silenzio della struttura nazionale ha chiesto alle famiglie di quattro operai morti bruciati vivi e di uno divenuto invalido totale un risarcimento di 35 milioni di euro considerandoli responsabili dell' incidente che oltre alle morti provocò danni anche agli impianti .
La Confindustria è descritta come una struttura mastodontica e costosa : 506 milioni di euro versati nel 2008 dalle imprese associate. A questo proposito l' autore stranamente non sottolinea che , come per tutte le associazioni imprenditoriali, tali contributi sono totalmente deducibili e se questo è comprensibile per le attività di servizio che le associazioni svolgono per gli aderenti , è meno chiaro per la quota destinata alle attività di lobbying , creando una evidente disparità con i sindacati dei lavoratori , per i quali invece è stata fortemente stigmatizzata la prassi dei distacchi di dipendenti pubblici.
Astone invece evidenzia un incongruità , per così dire, parallela a questa : tra il 93 e il 94 le imprese pubbliche prima aderenti all' intersind (ENI, ENEL, Poste, Ferrovie...) sono confluite in confindustria ovviamente portando una rilevante quota di contributi alle strutture locali e nazionali.
E qui avremmo una prima riflessione sul fatto che risorse pubbliche servano ad alimentare una attività politica atta, legittimamente, ad influenzare le istituzioni, ma in oltre al momento della confluenza fu permesso che - in deroga allo statuto confindustriale che prevede una proporzione fra contributi versati e voti assembleari – i voti delle imprese pubbliche in qualsiasi assemblea non potessero superare complessivamente il 10% .
Il saggio comunque sottolinea come tutto ciò abbia potentemente incrementato l' intreccio fra carriera in confindustria, carriera politica ( particolarmente nel centro destra, ma anche nel PD), responsabilità retribuite nelle imprese pubbliche .
Vengono poi descritte vicende sia di singoli imprenditori da Paolo Scaroni, ad Emma Mercegaglia a Guidalberto e Federica Guidi, che di avventure imprenditoriali come l' Alitalia o l' Expo che potremo approfondire singolarmente.
aggiungiamo alcune recensioni professionali
http://www.gliitaliani.it/2010/07/il-partito-dei-padroni-filippo-astone-e-il-tabu-confindustria/
http://www.illibraio.it/gw/producer/producer.aspx?t=/blog/ilpartitodeipadroni/home.htm
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Marcegaglia spa condannata per illegittime riduzioni dei salari
L' azienda della Presidente della Confindustria Marcegaglia è stata condannata per aver posto in essere illegittimi artifizi per non pagare i salario di ingresso di 40 lavoratori .
La vicenda è riportata da linkiesta e oggi bologna
Emma Marcegaglia ha recentemente invitato i sindacati a non difendere i ladri .
http://www.linkiesta.it/marcegaglia-fiom-condanna
http://www.oggibologna.it/cronaca/bologna/3945-ravenna-marcegaglia-spa-condannata-per-condotta-antisindacale-la-fiom-esulta.html
già un paio di ani fa il fatto quotidiano aveva pubblicato un reportage sui problemi giudiziari della Marcegalia SpA
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/08/questa-volta-non-ci-sono-case-a-montecarlo/69979/
Luca Craia su 150° e un nostro commento
Festa dell'Unità D'Italia: si, non si fa, che tristezza
Luca Craia
http://laperonza.myblog.it/archive/2011/02/08/festa-dell-unita-d-italia-si-non-si-fa-che-tristezza.html
Qui non si tratta più di critiche politiche o morali, quando si hanno dei pasticcioni al governo può capitare di tutto
PS comunque se avessero dato retta ai Mazziniani e festeggiavano il 18 febbraio ( riunione del parlamento) e non il 17 marzo ( proclamazione del re) facevano un compromesso perchè evitavano il ponte
A.M.I. in difesa della festività per il 150°
Festivita' del 17 marzo: Ass. Mazziniana ''lo scippo della Festa Nazionale''
Roma, 10 febbraio 2011 – ''L'Associazione Mazziniana Italiana manifesta il piu' vivo sdegno per l'indecente spettacolo inscenato dal Governo nazionale in occasione della ricorrenza del 150enario dell'Unita' d'Italia''.
''Dopo avere in tutti i modi snobbato politicamente l’evento ed avere comunque confermato la data sbagliata per celebrarlo - la data di promulgazione di una legge e non la ben più simbolica data della riunione del primo parlamento nazionale a Torino, il 18 febbraio 1861 - si mette in dubbio il carattere festivo del prossimo 17 marzo, nonostante che sia stato proclamato in una legge votata dalle due Camere.''
''E' bastato un appello di una potente associazione di categoria perche' una decisione gia' assunta dal Consiglio dei ministri - e presentata come avallata dalla Presidenza della Repubblica - sia ora messa in dubbio!''
''Si dice di temere un ponte che influenzi negativamente il processo produttivo in un periodo di crisi: ma non lo si sapeva un anno fa quando si e' votata la legge? non c'era la crisi due settimane
fa quando il Consiglio dei ministri ha deliberato? Non e' invece vero che quest'anno alcune feste - come il primo maggio - sono gia' festive?''
''Insomma. gli italiani hanno il diritto di celebrare il centocinquantenario dell'unita' con quella solennita' che nelle precedenti ricorrenze non e' mai stata contestata!''
''La giornata festiva serve perche' le amministrazioni nazionali e locali, le stesse scuole, le forze culturali e sociali possano organizzare in tutto il paese le manifestazioni gia' programmate e avere la partecipazione che si meritano.''
''Ma evidentemente si ha paura di verificare quanto questa nostra Italia sia unita e voglia restarlo nell'ottica dell'integrazione europea e della fratellanza universale dei popoli, la cifra che Giuseppe Mazzini impresse al Risorgimento e per cui i nostri avi hanno combattuto con sprezzo del pericolo per lasciarci una nazione capace di essere moderna e progressiva''.
Associazione Mazziniana Italiana
Presidenza Nazionale
Mattarelli, Missiroli la Marcegaglia e il 17 marzo
Gli amici Sauro Mattarelli e Fulvia Missiroli hanno preso un posizione molto netta sulle lamentele di Emma Marcegaglia, persidente della Confindustria in merito alla festività straordinaria del 17 marzo con due lettere apparse anche su Ravenna Notizie
Mattarelli: "La Marcegaglia sbaglia nell'opporsi alla festività per i 150 anni dell'Unità italiana"
sabato 05 febbraio 2011
"L'intervento di Emma Marcegaglia contro la scelta di rendere festivo il
Centocinquantesimo dell'Unità d'Italia - afferma Sauro Mattarelli - pone la misura del dramma culturale, economico, sociale e morale dell'Italia.
Se una delle figura più "illuminate" dell'imprenditoria nazionale non prova alcun imbarazzo ad affiancarsi alla becere derive neoborboniche, neovandeane e separatiste prendendo come capro espiatorio per la inefficienza italiana una festività che cade ogni centocinquanta anni e che simboleggia la coesione nazionale, vuol dire che davvero non c'è speranza.
Viviamo in un paese dove ciascuno dallo stato pretende di arraffare quel che si può, senza scrupoli, oltre ogni limite di decenza, buon senso e pudore".
LA POSTA DEI LETTORI/ Unità d'Italia, sorpresa per la posizione di Emma Marcegaglia
lunedì 07 febbraio 2011
"Sono davvero sorpresa, amaramente sorpresa, della contrarietà espressa dalla signora Emma Marcegaglia all'istituzione di una giornata festiva nella ricorrenza dei 150 anni dell'Unità d'Italia.
Una giornata di lavoro in meno !!! È forse anche un poco disattenta, la signora Marcegaglia, perché proprio in quest'anno ben due festività (25 aprile e 1 maggio) coincidono con giorni che sarebbero comunque festivi: contro un giorno 'perso' due sono 'guadagnati': l'economia italiana è salva!!! Al di là dell'ironia, ciò che mi amareggia ancor di più come donna è che questa posizione sia presa proprio da una donna la quale certo non ignorerà quanto sacrificio, quanto dolore sia costato alle donne quel bisogno di sentirsi partecipi delle lotte che fecero di un'Italia di Sette Stati divisi e alle dipendenze di potenze straniere un'Italia comune. Ma, per le donne, nella rivendicazione di libertà, di uguaglianza, di giustizia, ben si inseriva il desiderio di riscatto della condizione femminile. Nella loro lotta c'era un valore aggiunto: c'era l'affermazione del diritto di parità tra i generi, tanto che si può ben dire che dalle donne del Risorgimento prende l'avvio il risorgimento delle donne, il lento, faticoso, contrastato risorgimento delle donne. Credo che ricordare con una giornata di festa l'Unità d'Italia possa portare a riflettere anche su tutto questo.
Fulvia Missiroli
http://www.ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=42186
Il comitato in difesa della costituzione si è associato alla presa di posizione dei nostri amici
http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=42262