LA CHIESA PARTECIPI AI SACRIFICI DEGLI ITALIANI
Inviato da Redazione1 il Dom, 08/21/2011 - 16:16
E' polemica in queste ore sulla pagina face book che lancia un appello perchè il Vaticano partecipi ai sacrifici a cui sono chiamati cittadini e istituzioni italiane nell' attuale contingenza
http://www.facebook.com/VATICANOPAGATU?sk=wall&filter=2
Gli ideatori della pagina hanno messo vari documenti in appoggio alla loro richiesta , sia pure partita in maniera un pò goliardica. Di particolare interesse ci sembra questo video parte dell' inchiesta di Reporter "L' impero finanziario vaticano"
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Ancora niente ICI per i beni della Chiesa
Ici e Chiesa, perchè si attende ancora?
Da il Journal simone ricci • 21 feb, 2012 •
La bozza delle semplificazioni fiscali non prevede ancora il pagamento dell'Ici da parte della Chiesa: il governo attende ancora i giudizi della Commissione Europea
Che il governo ci abbia già ripensato dopo aver illuso tanta gente? In realtà, la norma è semplicemente saltata, quel che conta, però, è che le agevolazioni destinate alla Chiesa non sono state ancora cancellate , quasi un timore reverenziale nei confronti del mondo cattolico.
A questo punto, sorge spontanea la domanda: perché si sta aspettando tanto? Il motivo è semplice, il governo sta aspettando la decisione della Commissione Europea in merito agli aiuti di Stato che si riferiscono proprio a questo ambito, visto che l’Ue ha più volte bacchettato il nostro paese per i mancati pagamenti dell’Ici.
Qualcuno sospetta che non se ne farà nulla e che questa attesa sarà conclusa da una delusione: lo stesso Monti ha però assicurato che non si tornerà indietro sui passi già intrapresi, ma che c’è un tempo per ogni cosa e soprattutto per farla bene. In pratica, l’annuncio ufficiale avverrà soltanto quando le certezze su ogni aspetto saranno assolute.
L’esecutivo chiede scusa per queste riflessioni prolungate, Bruxelles dovrà decidere se chiedere o meno un rimborso economico per gli aiuti di Stato in questione, intanto il tempo passa e la pazienza di chi osserva non è moltissima . Attendiamo ancora fiduciosi su una norma giusta, un privilegio in meno che non cancellerà i sacrifici imposti a tutti, ma che forse li renderà meno dolorosi.
http://www.iljournal.it/2012/ici-chiesa-perche-attende-ancora/312735
Gli indignatos contestano in vaticano
Fermati alcuni ragazzi, la capanna del Presepe trasformata in camera di sicurezza; una cinquantina di indignatos hanno "occupato" Piazza san Pietro, contestando l'esenzione ICI delle proprietà immobiliari, Sembra che la polizia sia intervenuta con molto zelo.Un ragazzo salito sull' albero di Natale è stato arrestato, due sui amici che cercavo di impedire che fosse portato via sono stati trattenuti nella capanna del Presepe .
PS è accaduto veramente non è una parodia da mangiapreti di Occupy Wall Street
http://www.liberoquotidiano.it/news/910252/Indignati-occupano-il-Vatican...
ICI: Ignazio Marino torna sul tema del patrimonio ecclesiastico
Il senatore del PD Ignazio Marino a proposito della reintroduzione dell' ICI sulla prima casa ha ribadito la necessità che il patrimonio ecclesiastico non dedicato esclusivamente all' assistenza sia sottoposto all' imposta
ualora il governo Monti dovesse reintrodurre l'Ici, i patrimoni immobiliari della Chiesa, come quelli di altre organizzazioni destinati all`assistenza e a scopi umanitari, dovrebbero essere protetti dalla tassazione. Ma sugli immobili che determinano un profitto credo che anche la Chiesa debba fare la sua parte.
La crisi economica impone più equità e in un momento di così grave difficoltà italiana ed europea, la Chiesa stessa proporrà di fare la propria parte. Non vedo come si possa diffondere il Vangelo, che è il principale compito della Chiesa, senza prendersi le proprie responsabilità verso lo Stato. Ne ho parlato ieri mentre ero ospite di 'KlausCondicio', il salotto tv di Klaus Davi in onda su YouTube, qui potete ascoltare tutta l'intervista.
Abbiamo parlato anche di diritti e delle unioni civili: serve una legge che tuteli i diritti delle coppie omosessuali sul modello inglese del Civil Partneship (unioni civili dedicate alle coppie omosessuali, che prevedono la possibilita' di prendere lo stesso cognome del partner, di adottare figli, diritti successori parificati ai matrimoni, reversibilita' pensione, dovere di mantenimento, ecc.).
È evidente pero', che andrebbe fatto un passo in avanti affinche' la laicita' contenuta nella nostra Costituzione sia applicata anche nei fatti. Credo sia possibile per le coppie di fatto arrivare ad una legge che consenta gli stessi diritti a tutti: due persone che si amano, che vivono insieme, acquistano casa insieme, condividono momenti belli e momenti difficili della loro vita, debbano avere riconosciuti dallo Stato dei diritti anche al di la' del sesso della coppia
http://www.ignaziomarino.it/news.asp?id=978
Passa ordine del giorno PD sul' 8x1000
Oggi il governo "è andato sotto" , come si dice tecnicamente , su un ordine del giorno del PD passato con 247 si e 223 no. Sui giornali on line si trovano molti commenti sul dato politico della nuova sconfitta della maggioranza , ed è comprensibile , un odg non è certo legge e non c'è certezza che sia attuato.
Ma vale la pena di tener conto anche del contenuto
L'ordine del giorno al testo sulle 'Disposizioni concernenti la ripartizione della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche devoluta alla diretta gestione statale' ha come primo firmatario Antonino Russo. impegna il Governo. Nel testo si impegna il governo "a modificare la legge 20 maggio 1985, n.222, sull'otto per mille al fine di consentire ai cittadini di indicare esplicitamente la 'scuola pubblica' come destinataria di una quota fiscale dell'otto per mille da utilizzare d'intesa con enti locali per la sicurezza e l'adeguamento funzionale degli edifici e a pubblicare ogni anno un rapporto dettagliato circa l'erogazione delle risorse e lo stato degli interventi realizzati
In altre parole si auspica che il cittadino possa non destinare le risorse genericamente allo stato , per per la finalità della sicurezza della scuola , pubblica si precisa
Un 20 settembre contro i privilegi fiscali
Un commento e alcune informazioni da parte di Micromega sulle manifestazioni per il 20 settembre che quest'anno si uniscono alla campagna perchè la Chiesa partecipi ai sacrifici del Paese
http://temi.repubblica.it/micromega-online/una-breccia-fiscale-per-il-141%c2%b0-anniversario-di-porta-pia/
Questo l' analogo "lancio" di radicali.it che sottolinea come l' iniziativa sia in contemporanea con la marcia londinese "for a secular europe"
20 settembre 2011
Il 20 settembre, anniversario della Breccia di Porta Pia, giorno simbolo della lotta internazionale e nazionale contro il potere temporale di tutte le chiese, a Roma, a Firenze e a Milano si terrano diverse iniziative .
http://www.radicali.it/primopiano/20110914/mobilitazione-laica-una-nuova-breccia-un-altro-xx-settembre-di-lotta
Tasse alla chiesa ? E' un complotto massonico
Da micromega riportiamo un vivace articolo di Emilio Carnevali sulla tesi espressa dall' Avvenire che la campagna per ridurre i privilegi fiscali della Chiesa sia un complotto radicalmassonico .
Avvenire e il complotto massonico
di Emilio Carnevali
«In poche parole voi signori vi mettete d'accordo coi liberali, che dico coi liberali! con i massoni addirittura a nostre spese, a spese della Chiesa. Perché è chiaro che i nostri beni, quei beni che sono il patrimonio dei poveri, saranno arraffati e malamente divisi fra i caporioni più imprudenti; e chi, dopo, sfamerà le moltitudini d'infelici che ancora oggi la Chiesa sostenta e guida?». Così padre Pirrone, il cappellano di casa Salina, si rivolgeva al principe Fabrizio nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Ma il principe non si scomponeva: aveva già capito ciò che sfuggiva al povero gesuita, terrorizzato dallo sbarco dei Mille in Sicilia e dall'imminente fine del regno borbonico: «Ce ne vorranno di Vittori Emanueli per mutare questa posizione magica che sempre ci viene versata».
Anche oggi forse occorrerebbe un principe di Salina per spiegare ai difensori più esagitati e nervosi dei privilegi della Chiesa cattolica che davvero non corrono alcun pericolo. Qui non è nemmeno necessario che «tutto cambi perché tutto rimanga come è». Molto più semplicemente, e molto meno gattopardescamente: nulla cambierà e tutto rimarrà come è. Basta osservare quali sono le posizioni all'interno dell'attuale maggioranza di governo (vedi da ultimo le dichiarazioni del segretario del Pdl Angelino Alfano) e di larghi settori dell'opposizione di centrosinistra per rendersi conto di come non ci sia una sola possibilità su cento che con questi equilibri politici in parlamento si metta mano alla complessa materia dei rapporti economici fra Stato e Chiesa.
Stupisce quindi il vigore dell'allarme lanciato dal direttore di Avvenire Marco Tarquinio dalla prima pagina del quotidiano dei vescovi dello scorso 27 agosto. Ma stupisce ancor più il carattere dell'argomentazione con la quale si contesta la «campagna politico-mediatica che è stata scatenata contro la Chiesa».
Dietro a tutto, infatti, ci sarebbe un complotto “radical-massonico”. “Radical” nel senso di Partito Radicale, il «più amato e amplificato da certi colleghi e più fervente nello spacciare leggende nere e cifrati anatemi contro la Chiesa». “Massonico” proprio nel senso della Massoneria, del Grande Oriente d'Italia, impersonato dalla figura del Gran Maestro Gustavo Raffi, l'uomo che lo scorso 19 agosto avrebbe lanciato – da dietro le quinte – il grande segnale dopo il quale si sarebbe scatenata «all'unisono» la brutale campagna anti-ecclesiasta.
Ora, che i radicali italiani godano di grande influenza sui principali organi di informazione nazionale è tesi quanto mai incerta, dal momento che nonostante le loro presunte ingenti entrature nei grandi media quasi nessuna televisione o giornale si è occupato della campagna che – quella sì in modo martellante! – stanno conducendo negli ultimi mesi sull'emergenza carceri (la povera deputata radicale Rita Bernardini, che – munita di tanta “carità cristiana” – ha passato l'agosto in giro per i penitenziari di mezza Italia, deve aver sbagliato qualcosa nell'inviare i comunicati stampa ai suoi intimi amici direttori di testata se praticamente nessuno l'ha degnata di uno sguardo).
Che poi dietro questa “campagna” ci sia la regia occulta del Gran Maestro Raffi è una tesi così ridicola da far sorridere se la si leggesse con la firma di qualche parroco di campagna sull'ultimo dei settimanali diocesani, mentre risulta penosa e imbarazzante se compare sulla prima pagina del giornale ufficiale dei vescovi italiani.
È vero che le radici della mentalità complottista affondano nelle zone più profonde dell'animo umano. Ha detto giustamente Umberto Eco che le teorie del complotto sono un facile strumento di controllo della realtà quando la sua complessità sfugge alla nostra capacità di decostruzione: l’umanità «ha paura di non spiegarsi quel che accade: meglio accettare che sottoterra ci sia una regia occulta. L’angoscia scatena la mania del complotto che finisce per tranquillizzarci». È una tesi sovrapponibile a quella espressa da Bauman nel suo Modernità liquida, dove il sociologo dà conto dello spaesamento prodotto dal panorama sociale della seconda modernità: «Uomini e donne sono naturalmente tentati di ridurre la complessità della loro condizione al fine di rendere le cause della propria miseria intelligibili e dunque affrontabili e suscettibili di rimedio».
Ma delle teorie del complotto si è anche storicamente servito il potere costituito per screditare gli avversari politici o individuare un utile capro espiatorio. Pensiamo all'ascesa del regime nazista: l'incendio del Reichstag di cui nel 1933 furono ingiustamente accusati i comunisti servì a Hitler a sciogliere il parlamento e a sostituirlo con un'assemblea consultiva formata interamente da nazisti. Per non parlare del ruolo svolto dai Protocolli dei Savi di Sion nella diffusione dell'antisemitismo.
Più recentemente abbiamo avuto un vero boom di teorie complottistiche e dietrologiche che hanno invaso la rete e i social network, non ultima una che metteva in relazione il recente terremoto giapponese con l’Haarp, il progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense che studia la propagazione delle onde radio nella ionosfera e gli effetti dei campi magnetici sulle telecomunicazioni.
Ci permettiamo dunque di dare un piccolo consiglio non richiesto ad Avvenire. Lasci stare le fantasie cospirativiste, tanto più che nella sfida complottista la Chiesa può star sicura di trovare avversari con parecchie frecce al proprio arco viste le numerose opacità dei meccanismi di funzionamento della sua organizzazione bimillenaria, globale e oltremodo complessa: il successo di Dan Brown non ha insegnato nulla?
Segua piuttosto i saggi suggerimenti di un acuto intellettuale cattolico come Alberto Melloni, che, sul Corriere della Sera di domenica, scriveva: «Farebbero malissimo i vescovi a sottovalutare la richiesta che arriva da più parti e che riguarda i “sacrifici” che anche la Chiesa dovrebbe fare nell’indomabile montare della crisi». Il denaro dato alla Cei, ha scritto ancora Melloni, ha eroso qualcosa di assai profondo per la Chiesa italiana, «e cioè la sua fede nella povertà come via necessaria della Chiesa, secondo il limpido dettato della costituzione conciliare Lumen Gentium 8.
Perché – come ha insegnato l’emersione dei crimini di pedofilia – ogni consiglio evangelico può essere vissuto in modo estrinseco o profondo: e come la superficialità esalta le turpitudini, la sincerità anche debole accresce la virtù. Così la scarsa fiducia, per dir così, nella povertà ha sottratto alla Chiesa una credibilità di cui oggi avrebbe bisogno, per essere nella svolta che stiamo vivendo fattore di unità profonda del Paese».
(29 agosto 2011)
http://temi.repubblica.it/micromega-online/avvenire-e-il-complotto-massonico/
L' 8x1000 allo stato ? un terzo va per le parrocchie
dall' espresso on line Chiesa, la beffa dell'8 per milledi Mauro Munafò Dei 144 milioni che gli italiani destinano allo Stato, più di 50 finiscono alla manutenzione di parrocchie e basiliche. Un regalo che si assomma alla 'devoluzione proporzionale' che porta nelle casse del Vaticano l'87 per cento del gettito con il 34,5 per cento delle firme In un modo o nell'altro, l'otto per mille degli italiani finisce quasi sempre alla Chiesa Cattolica. Se non bastasse il sistema proporzionale di distribuzione dei fondi, che finisce per dirottare l'87,2 per cento del gettito direttamente nelle casse della Conferenza episcopale italiana (anche se quelli che scelgono la Chiesa sono il 34,5) ci pensa poi lo Stato a girare un altro 3-4% alla Cei, prelevandolo direttamente dalla sua quota. Basta infatti andare a guardare la destinazione dei fondi gestiti dallo Stato per accorgersi che almeno un terzo della torta finisce comunque per avvantaggiare il Vaticano: una cifra che solo nel 2010 oscillava tra i 50 e i 60 milioni di euro sul totale di 144 milioni a disposizione dell'otto per mille "laico". Questo finanziamento aggiuntivo si perpetua da anni attraverso l'opera di restauro e conservazione di chiese, monasteri e basiliche. Fatti due conti, circa un terzo di tutti i fondi dell'otto per mille destinati allo Stato vengono quindi impiegati nella ristrutturazione dei luoghi di culto presenti nel paese. La fatica di firmare per lo Stato Italiano il proprio modulo è quindi sprecata. Andando a sfogliare il Decreto della Presidenza del Consiglio pubblicato lo scorso dicembre (qui), si può notare come dei 343 progetti finanziati, 262 riguardano i beni culturali e la metà di questi interessano chiese e parrocchie. Scorrendo l'elenco si possono vedere il milione e mezzo di euro speso per la Basilica di Sant'Andrea a Mantova, il milione e 800mila euro per il restauro della Chiesa dei santi Vittore e Carlo a Genova, il milione e 200mila euro per san Raffaele a Pozzuoli e il milione e 400mila euro per le suore Benedettine di Lecce, ma non mancano gli interventi da 100mila e persino 50mila euro. Una lista lunga 52 pagine, in gran parte con nomi di parrocchie e chiese della provincia italiana beneficiate dall'otto per mille destinato allo Stato, almeno sulla carta. Ma le buone notizie per la Cei non finiscono qui. Dopo anni di gestioni folli dell'otto per mille statale, di volta in volta razziato dalle finanziarie e prosciugato per missioni di pace o per aggiustatine di bilancio, lo scorso anno le Commissioni bilancio del Parlamento hanno approvato una legge che rimettesse ordine sull'uso di questi fondi, "costringendo" i Governi ad utilizzarli per il contrasto alla fame nel mondo, alle calamità naturali, per l'assistenza ai rifugiati e per la conservazione dei beni culturali. Grazie a questa necessaria modifica, la quota dell'otto per mille in mano allo Stato per finanziare interventi sociali è cresciuta a dismisura, arrivando a 144 milioni e triplicandosi rispetto ai 43 milioni del 2009 (qui) e moltiplicandosi di 50 volte rispetto ai miseri 3 milioni e mezzo del 2008 (qui). Un vero e proprio tesoretto che poteva andare alle missioni del terzo mondo o essere usato per combattere le calamità naturali, ma che per oltre 100 milioni è rimasto in Italia ed è stato speso in restauri. Viste le cifre in gioco sorge però una domanda: non potrebbe essere la Cei, con i proventi del suo otto per mille, quello destinato alla Chiesa Cattolica, a sobbarcarsi il costo delle ristrutturazioni dei beni ecclesiastici? Cercando la verità nei bilanci, la risposta è certamente sì. Il solo gettito dell'otto per mille arrivato nelle casse dei vescovi nel 2011 ammonta infatti a 1 miliardo e 118 milioni di euro, di cui 190 sono stati destinati all'edilizia di culto (qui). Di questi, 65 milioni sono destinati alle ristrutturazioni ("tutela beni culturali ecclesiastici"): una cifra quasi identica a quella investita per lo stesso scopo dallo Stato. Anche non volendo andare ad intaccare il fondo di ben 125 milioni destinato alla costruzione di nuove chiese in Italia, la Cei potrebbe limitarsi a investire nella ristrutturazione una parte di quei 55 milioni che nell'ultimo bilancio sono stati "accantonati", cioè messi da parte per future esigenze. Ma finché ci pensa lo Stato a pagare i restauri, perché spendere di tasca propria ? http://espresso.repubblica.it/dettaglio/chiesa-la-beffa-dell8-per-mille/...
Il circolo UAAR di Bologna sulla esenzioni della Curia
Il sindaco di Bologna, Merola (PD) ha ipotizzato di rivedere le esenzioni ICI di taluni edifici della curia bolognese non dedicati unicamente al culto , ne è seguita una polemica , ecco in proposito un comunicato dell' UAAR bolognese
Circolo UAAR di Bologna risponde alle affermazioni del sindaco Merola e della Curia sulle esenzioni fiscali e i privilegi economici della Chiesa Cattolica
In risposta all’indagine dell’Ue sui privilegi fiscali della Chiesa cattolica in Italia, l’attuale Governo aveva previsto di eliminare dal 2014 parte delle esenzioni fiscali concesse.
«È curioso che la Curia neghi l’evidenza: per alberghi, cliniche, scuole, cinema, librerie la Chiesa Cattolica non versa l’ICI e non versa la metà dell’IRES, a danno delle finanze pubbliche e gli imprenditori privi di questi favoritismi».
Roberto Grendene, portavoce del Circolo bolognese dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), risponde così alle dichiarazioni di don Silvagni. «La Curia è veritiera quando dice di pagare le tasse previste: il problema è che per essa la politica clericale ha riservato, per legge, delle esenzioni. E giustificarsi dicendo che tali esenzioni valgono per tutti i soggetti senza scopo di lucro aggiunge beffe al danno erariale: quante associazioni possiedono reti di cliniche private, scuole, alberghi, cinema?».
La Provincia di Bologna elenca in una pagina apposita del suo sito le “case per ferie e ospitalità religiosa”.
«Ci chiediamo se le 24 strutture alberghiere bolognesi di proprietà di enti cattolici paghino l’ICI e l’IRES per intero».
Il circolo UAAR di Bologna risponde anche al sindaco Merola, che era stato bacchettato dalla Curia per aver osato parlare delle esenzioni concesse agli enti ecclesiastici per gli immobili non adibiti ad attività di culto.
«Apprezziamo le parole del sindaco Merola sulla revisione delle esenzioni per gli immobili non adibiti esclusivamente al culto.
Preferiremmo però che il sindaco agisse dove ha margini di manovra: attendiamo ancora la sua risposta alla petizione UAAR per azzerare gli oneri di urbanizzazione secondaria elargiti alla Curia.
Ricordiamo al sindaco che basterebbe un semplice voto in Consiglio comunale per interrompere l’esborso di circa mezzo milione di euro annui dalle casse comunali a favore dell’Arcidiocesi, il più grande immobiliarista sul mercato. In attesa di “manna laica” dal Parlamento, c’è bisogno che il sindaco si dia da fare concretamente per il nostro Comune».
http://www.uaar.it/news/2011/08/26/bologna-circolo-uaar-esenzioni-fiscali-curia/
ecco alcuni riferimenti alla polemica
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/08/25/news/l_ici_e_la_chiesa_interviene_merola_giusto_rivedere_le_esenzioni-20840367/
http://www.bolognaplanet.it/notizie.asp?ID=3921